La giunta dell’Unione è diventata operativa Ma lo statuto va rivisto
Il presidente Zamboni ha attribuito le deleghe agli assessori Sulle prospettive dell’ente però i pareri sono divergenti
COPPARO. Venerdì sera, riunione del consiglio dell’Unione a Copparo. All’ordine del giorno, la presentazione delle linee di indirizzo di Andrea Zamboni.
Il presidente ha chiarito che la sua elezione è da considerare a tempo, fino alla revisione dello statuto dell’ente, ma che nei suoi obiettivi ci sono il rilancio della sanità in un territorio sempre più anziano, del trasporto specie a livello scolastico oltre che per la fruizione sanitaria, la promozione turistica lenta e anche l’adozione del modello del poliziotto di quartiere.
Per quanto riguarda la giunta, Zamboni ha tenuto le deleghe, tra le altre, a Servizi sociali, Salute e Bilancio; a Fabrizio Pagnoni, tra le altre quelle a Polizia locale e Protezione civile e a Laura Perelli molte deleghe tecniche. È stata nominata una commissione per valutare ed introdurre le modifiche allo statuto dell’Unione: avrà il compito di sostituire le varie commissioni che non saranno designate se non dopo le variazioni dello statuto, anche se si parla di pochi mesi, fino alla fine dell’anno. La commissione è composta da: Enrico Bassi, Mirko Perelli, Alessandro Amà, Monica Caleffi e Marianna Lucchin. L’assemblea ha poi approvato il bilancio consolidato (astensione di Amà) del 2018. Unanimità per il regolamento per la toponomastica, la numerazione civica, il codice ecografico e il Sistema informativo territoriale (Sit) a seguito del mutato assetto territoriale.
futuro da giocare
Questi sono momenti delicati per l’Unione Terre e Fiumi. Le fusioni tra Comuni, le scelte per il futuro, le intenzioni potrebbero mettere in discussione i punti fermi. In effetti il sindaco di Copparo, Pagnoni, ha proposto in occasione del consiglio comunale di Copparo una mentalità da società di capitali: «Copparo paga più della metà delle spese, che sono valutate sulla base di una suddivisione per numero di abitanti. A questo punto, anche con doppia fusione ormai alla spalle, Copparo da sola sopporta più di metà dello sforzo. E non è il caso, come fatto finora e come sarebbe ancora più probabile d’ora in avanti, di andare con il bilancino in mano sul piano politico. Ci sono molti servizi in Unione, ma alcuni si possono o si devono riconsiderare. E poi, se si vuole andare avanti in fretta, bisogna evitare il bilancino».
Per Zamboni, sindaco di Riva del Po e presidente pro tempore dell’Unione, ci sono azioni importanti che serve condurre, come la revisione della politica sanitaria, soprattutto nell’ambito dei trasporti, una sicurezza affidata alla polizia municipale con aumento dei compiti di prossimità. Soprattutto da parte di molti cittadini e forze politiche, c’è una evidente repulsione a considerare Copparo come Comune trainante, anche se in molti casi è comunque così, specie nella messa in unione di personale e per la realizzazione di servizi. Se all’inizio si voleva cercare una Unione a sei, raccogliendo poco alla volta i servizi e continuando a crescere, ora le opinioni sono diverse, perché non è detto che gli altri due Comuni ragionino, come vorrebbe il sindaco di Copparo, sulla base dello schema di una società di capitale. E in futuro la differenza di opinione potrebbe incrinare i rapporti.
Nonostante le interruzioni del presidente, in consiglio comunale a Copparo il consigliere Pd Enrico Bassi ha efficacemente riassunto la situazione: «In un modo ci sarebbe più velocità, come la vede il sindaco Pagnoni; ma nell’altro modo si può arrivare più lontano». Bisognerà vedere se si dovrà scegliere e cosa sarà meglio scegliere. Ma l’idea originale dell’Unione sarà fatalmente cambiata. —
Alessandro Bassi
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