Il caso di raggiro discusso in Cassazione
TAMARA. Verrà discusso in Cassazione il processo che vede alla sbarra una donna di 60 anni che alcuni anni fa è stata accusata di avere raggirato un anziano parente, deceduto nel 2015.
L’ANTEFATTO
Da quanto è emerso fino ad ora la “nipote” si sarebbe fatta viva, dopo che per molto tempo non aveva avuto contatti con l’anziano parente, per assisterlo ed è stata accusata di essersi ripresentata solo per interesse dal fratello dell’uomo deceduto, possessore di beni per circa 500mila euro, ma, a detta della donna, il valore sarebbe molto inferiore.
I beni si trovano al momento in stato di sequestro conservativo, come disposto dal tribunale, per evitare che questi vengano dilapidati prima che vi siano certezze sull’eredità.
NUOVI ELEMENTI
Da quanto afferma la donna vi sarebbero ulteriori elementi che potrebbero ribaltare quanto sentenziato nei due gradi di giudizio finora discussi. Fra questi, le denunce presentate dall’avvocato della 60enne per falsa testimonianza nei confronti del notaio del fratello dell’uomo deceduto, del nipote e di una badante, che avrebbe assistito l’uomo durante una degenza avvenuta in una clinica convenzionata in Romagna, quando le condizioni dell’anziano erano già molto gravi.
TESTIMONI DI PAESE
Sul banco sarebbero poi pronti a salire nuovi testimoni, molti dei quali residenti in paese, e proprio questo avrebbe indotto i legali della sessantenne a presentare il ricorso avanti alla Corte di Cassazione. Ora non rimane che attendere il verdetto per sapere se ci sarà un nuovo giudizio. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google