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Paure e false speranze Genitori senza notizie attaccati al telefono e di corsa all’ospedale

Per la madre del ventiquattrenne ricoverato un incubo cresciuto minuto dopo minuto 

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La storia

È l’incubo di tutti i padri e le madri: svegliarsi in piena notte, sapere che il figlio è uscito in auto con gli amici e non è rientrato a casa. Poi c’è il telefono e le richieste di informazioni, ai carabinieri, alla polizia, al 118. Un giro della disperazione nei gironi della paura.

La storia che racconta la sorella del giovane alla guida l’auto che sabato notte si è scontrata contro un platano sulla via per Cento, incidente in cui hanno perso la vita gli altri tre occupanti del veicolo, suoi amici e colleghi di lavoro, ricalca questo copione ed è a sua volta la trama di un incubo. «Mia madre quella notte non è stata avvisata da nessuno - racconta la ragazza - Quando ha visto che mio fratello non era rientrato a casa lo ha chiamato al telefono e gli ha scritto messaggi per capire dove si trovasse. Era preoccupata, ma non ha ricevuto nessuna risposta». Il figlio avrebbe dovuto prendere servizio alle 5.45, nell’ipermercato di cui è dipendente - “Tosano”, a poca strada da Ferrara Nord - catena con la quale aveva lavorato anche prima che la struttura commerciale venisse aperta alla periferia del capoluogo.

«Mia madre è salita in macchina e si è diretta verso l’ipermercato - prosegue la studentessa universitaria - ma giunta nel parcheggio si è resa conto che l’auto di mio fratello non c’era». Si è quindi rivolta ai centralini delle forze dell’ordine. Dai numeri contattati però non avrebbe ricevuto notizie su incidenti gravi o su un eventuale ricovero del figlio. Ha quindi contattato il “118” e dal pronto soccorso «ha avuto la conferma che il giovane era in ospedale». Poi il viaggio verso Cona col cuore in gola e l’angoscia che toglie il respiro. Lì ha saputo che il figlio aveva avuto un brutto incidente e che era vivo. Ma subito dopo è arrivata la notizia che ha cancellato d’un colpo ogni sollievo, il conforto effimero trasmesso dalle prime parole di chi rispondeva alle sue domande: la morte degli altri tre occupanti del veicolo, tutti giovani come lui.

La donna ha avuto un leggero malore. «Le è caduto il mondo addosso - ricorda la figlia - è stato come se le avessero detto che era morto anche lui. Questo fardello lo porteremo per sempre, non ci lascerà più per tutta la vita. Sentiamo i dolore delle altre famiglie e non possiamo cambiare le cose».

Per il fratello un colpo che cambierà per sempre «la sua vita e le sue abitudini, non so se riuscirà a trovare la forza di riprendersi e tornare al lavoro. Quelli erano suoi amici e non l’ho mai visto innamorato come lo era di Miriam. Mi aveva detto: “Una come lei non l’ho mai conosciuta”». —

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