La Nuova Ferrara

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Gli esami medico-legali 

Stamattina i riconoscimenti poi l’incarico per le autopsie

Chi conosce bene gli effetti degli incidenti stradali su chi viaggia in auto spiega che  chi mette le cinture e sta dietro tutela anche chi sta davanti

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Un’altra giornata di sofferenza per le famiglie che hanno perso i figli nel tragico schianto di venerdì notte a Vigarano. Oggi sono in programma i riconoscimenti delle vittime, atto che precederà l’attività svolta dal medico legale: sempre oggi infatti sarà conferito l’incarico per l’esecuzione delle autopsie (ma l’esame probabilmente si limiterà ad una visione esterna delle salme). Poi spetterà agli esperti di cinematica ricostruire con esattezza la dinamica dello schianto e fornire alcune delle risposte che il processo cercherà di fare emergere per stabilire le eventuali responsabilità dell’accaduto.

Dalle prime notizie, per ora ufficiose, raccolte negli ambienti sanitari l’impatto dell’auto potrebbe aver provocato i tre decessi, più che per ferite mortali causate dalle lamiere taglienti, per i traumi subiti dai tre occupanti del veicolo alla testa e al collo.

Conseguenze fisiche che il giovane seduto a fianco del guidatore (lui indossava la cintura, come il conducente) potrebbe aver condiviso con i due occupanti accomodati sul sedile posteriore che - stando ai primi rilievi acquisiti - non avrebbero azionato il meccanismo. Chi conosce bene le forze che agiscono negli incidenti stradali nei quali sono coinvolte automobili spiega che il mancato allacciamento delle cinture di sicurezza da parte di chi siede sui sedili posteriori può scaricare una parte dell’energia cinetica, col movimento dei corpi, sui sedili della parte anteriore dell’abitacolo, aumentando la pressione che si scarica sugli occupanti seduti davanti. Per chi ha allacciato la cintura, invece, l’impatto può far aumentare la quantità di movimento del collo e della testa mentre il resto del corpo è ancorato al sedile. Un aspetto rilevante, per il processo, sarà la valutazione relativa alla lucidità del conducente, al quale è stato riscontrato nel sangue un tasso di 1,36 grammi per litro, quasi tre volte superiore al livello ammesso dalla legge. Il legale dell’indagato si è detto stupito, sulla base delle testimonianze raccolte, del dato pubblicato dai giornali. Ma come si può raggiungere quel valore nel sangue? Gli effetti possono variare in base al sesso (le donne sono più sensibili ai danni da assunzione), all’età, alla concomitanza o no col pasto, al tempo trascorso dal momento della bevuta, alle differenze fra soggetto e soggetto.

Sulla base delle tabelle pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità, per raggiungere il tasso di 1,40 un uomo di 75 kg dovrebbe bere 2 birre al doppio malto di 10° (660 cc in tutto) e un superalcolico di 60° (40 cc) oppure 5 birre leggere di 5° (1,6 litri in tutto) o 5 bicchieri di vino di 12° (1250 cc) e un aperitivo di 5° (150 cc). Tra le sensazioni vengono citate l’alterazione dell’umore, confusione mentale e disorientamento, linguaggio mal articolato, alterazione dell’equilibrio, comportamenti socialmente inadeguati (ma la variabilità personale conta). —

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