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Il paziente e la mail robot: risposta che ignora l’utente

Lo sfogo di un lettore contro l’Asl  

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IL CASO

«Non garantiamo che il messaggio sia stato letto o compreso». Il risponditore automatico non fa distinzioni, il tono è garbato ma poco importa se il contenuto è così spiazzante che chi lo attende si chiede se di fatto, fino a quel momento, ha solo perso tempo. Se poi c’è di mezzo la salute...

Lo spunto arriva da un lettore della “Nuova”. Lunedì scorso ha preparato il “plico” elettronico da inviare all’Asl per chiedere l’erogazione di farmaci per il trattamento di una malattia rara. «Terminato il percorso di diagnosi (lungo, difficile e sofferto) giunge il momento di andare in farmacia ospedaliera per richiedere i medicinali prescritti dai medici», scrive il paziente.

Un atto compiuto ogni giorno da decine e decine di persone che si rivolgono alle farmacie ospedaliere di Ferrara e Cona (Asl e Sant’Anna), per ritirare i medicinali con il sistema della cosiddetta distribuzione diretta. La mail, precisa il lettore, contiene «tutta la documentazione necessaria (piano terapeutico, attestato di esenzione, certificato di diagnosi, referti medici)» per rendere più chiara e completa possibile la richiesta di erogazione. Un invio curato, per evitare lungaggini e perdite di tempo, fornendo «ogni dettaglio possibile (immagino una persona anziana come possa fare)» e chiedendo ricevuta di invio e ricevuta di lettura. «Bene, tutto fatto», ha pensato il lettore con sollievo. La risposta lo ha molto deluso: «Mi ero impegnato per preparare tutta la documentazione». Da qui il commento sconsolato: «Quando ritorneremo ad assumerci le nostre responsabilità e a non impiegare il tempo a scrivere risposte che ci sollevino da ogni responsabilità in caso di contestazioni o errori?». —

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