La rapina in banca e gli assalti agli Atm Analogie a Padova
san giuseppe. La rapina messa a segno alla filiale Bper di San Giuseppe, la metà di settembre, e gli assalti agli sportelli automatici della provincia ferrarese hanno molte analogie con quanto accaduto nel Padovano – e più in generale nel Nordesta partire dal marzo scorso e fino ad alcuni giorni fa.
A Padova, infatti, il 25 settembre una banda composta da quattro persone ha usato la stessa “tecnica” messa in atto a San Giuseppe per rapinare la filiale della Antonveneta di via Vigonese: bottino 120 mila euro. I malviventi hanno agito con il volto parzialmente coperto da occhiali e bandane e indossavano anche parrucche: senza estrarre armi hanno tenuto in ostaggio 17 persone, tra dipendenti e clienti, per 40 minuti. Poi sono fuggiti con i contanti. Un’azione praticamente identica a quella che è stata messa in atto alla Bper di San Giuseppe, con la banda composta peraltro dallo stesso numero di malviventi. La polizia di Padova, che sta analizzando le immagini della videosorveglianza, sta valutando il fatto che si tratti di una banda di “trasfertisti”, che si sposta per mettere in atto le rapine.
Ma le analogie tra i colpi nel Ferrarese e nel Triveneto si estendono anche alla serie di assalti a bancomat e postamat.
Nel Ferrarese tra il 12 giugno e il 18 settembre sono stati cinque i furti compiuti facendo esplodere gli Atm con un tecnica simile a quella che è stata utilizzata da una banda che ha agito nel Nordest. Banda bloccata dai carabinieri il 24 settembre, quando i militari di Treviso e Padova hanno arrestato sette persone, di origine sinti, tutte residenti nel Trevigiano. —
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