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Più regole per i fanghi Provenienza certificata e puzze da contenere

Fabio Terminali
Più regole per i fanghi Provenienza certificata e puzze da contenere

Rivista l’autorizzazione per la centrale presente in area Sipro La ditta obbligata a rispettare le nuove linee guida regionali  

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Regole più stringenti per l’attività dell’impianto che nell’area Sipro di San Giovanni di Ostellato recupera e ricicla fanghi di depurazione civile e agro-alimentare trasformandoli in fertilizzanti agricoli.

È quanto prevede la recente autorizzazione dell’Arpae (la firma di Paola Magri, dirigente della Struttura autorizzazione e concessioni di Ferrara, risale al 25 settembre) che interviene per fissare norme più precise a carico della centrale che nei mesi scorsi era stata al centro delle cronache per via delle esalazioni maleodoranti.

le quantità

L’atto modifica in parte il dettato con cui, quasi due anni fa, si diede il semaforo verde all’impianto di proprietà della società agricola 999 Kw srl di Bondeno. Anche alla luce della conferenza dei servizi del 22 luglio e delle novità legislative intercorse nel frattempo, come il decreto Genova dell’agosto 2018, che conteneva urgenti disposizioni sulla gestione dei fanghi di depurazione, e delle linee guida regionali in materia.

Il documento delinea i quantitativi massimi di rifiuti trattabili: 150 tonnellate istantanee e 35mila annue. Per ciò che riguarda i rifiuti oltre quelli derivanti dal trattamento degli scarichi civili, la ditta è chiamata a presentare istanza allegando: caratteristiche del materiale in entrata, scheda tecnica del prodotto registrata al ministero delle Politiche agricole, la procedura di analisi per lotti mediante un piano di campionamento predisposto da un laboratorio certificato e l’analisi degli impatti odorigeni con la relazione di un tecnico abilitato. Inoltre i fanghi civili, agro-alimentari e digestati dovranno sottostare alle condizioni più restrittive previste dalla Regione.

la TRACCIABILITÀ

Peraltro, l’esercizio dell’attività è subordinato all’iscrizione al registro dei fabbricanti di fertilizzanti e al registro dei fertilizzanti da parte della ditta, e anche all’ottenimento del numero di iscrizione del prodotto corrispondente al rifiuto trattato, con l’obiettivo di garantire la tracciabilità. Infine, il trasporto del prodotto va accompagnato da bolla per la messa sul mercato. —





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