Compagnie dialettali e teatri rimasti nascosti La storia in un libro
COMACCHIO. I teatri comacchiesi e le compagnie dialettali lagunari raccontati in un libro, che sarà presentato sabato, alle ore 17, a Palazzo Bellini. “Il teatro e le compagnie teatrali di Comacchio, dalle origini ai giorni nostri” è l’ultima fatica letteraria di Franco Luciani, scrittore appassionato di tradizioni popolari, autore di numerose filastrocche e poesie in vernacolo, nonché autore di testi teatrali e regista.
il calendario
Cultore della storia locale, Luciani è anche il curatore del calendario comacchiese, giunto alla XVII edizione.
«Fin da ragazzo mi sono chiesto il perché i nostri nonni sapessero a memoria così tanti brani di musica operistica e perché nelle feste rionali di S. Pietro, del Carmine, dei Cappuccini, i concerti bandistici invitati alla festa, suonassero sempre brani dedicati al melodramma italiano, al posto delle solite canzonette in voga. Pensai – spiega Franco Luciani-, quindi che da qualche parte della città, un posto o più posti deputati al bel canto e alla recitazione fossero esistiti. È stata questa la molla che mi ha indotto ad intraprendere una accurata ricerca, la quale mi ha portato a scoprire una copiosa e preziosa documentazione».
Indagando tra libri e testi antichi, Luciani scopre, attraverso un mappale dell’esistenza di un teatro a Comacchio, a partire dalla metà del 1700, denominato Feletti o Felletti. Si passa poi al secolo successivo, quello della fioritura dei teatri lagunari, dal San Marco, al Politeama, al leggendario Garibaldi, sorto nel 1882 in via Cavour.
i teatri nascosti
L’excursus di Luciani prosegue sino al Novecento con la nascita del leggendario teatro Cavour (1946), nella omonima via, dove fu proiettato in anteprima, nel 1955, in presenza di due giovanissimi Sophia Loren e Rick Battaglia il kolossal La donna del fiume di Mario Soldati. Ma la ricerca di Luciani si spinge anche sul versante delle compagnie teatrali locali, che ancora oggi tramandano la cultura di un vernacolo che non ha eguali in tutta la provincia.
«Il dialetto comacchiese è certamente uno tra i più caratteristici e suggestivi perché si distacca da quello quasi uniforme detto “ferrarese” – sottolinea l’autore del libro –; il dialetto comacchiese invece è circoscritto alla sola città». La presentazione del libro si inserisce nel programma della Sagra dell’anguilla. —
K.R.
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