Folgorato nel camion Sentiti i testimoni L’udienza a febbraio
pontemaodino. Claudio Bucci, 29 anni, camionista, morì folgorato nel febbraio del 2015, a bordo del suo camion che aveva il cassone alzato per lo spargimento di letame nei campi, in aperta campagna. Il cassone in posizione alta, andò a finire contro i fili dell’alta tensione, e lui rientrando nell’abitacolo per abbassarlo, morì folgorato. Ieri mattina in tribunale a Ferrara sono stati ascoltati alcuni testimoni e fissata la prossima udienza per il 12 di febbraio.
Secondo la difesa Bucci avrebbe sì toccato i cavi dell’alta tensione col rimorchio, ma sarebbe anche sceso subito dal camion e si sarebbe buttato per terra. Quando ha visto che nulla era successo, si è diretto ancora verso il mezzo e quando ha toccato la maniglia per risalire è rimasto folgorato. «A nostro parere i tre imputati (il proprietario del terreno, quello del camion e una delle persone che lavora nell’azienda dove Bucci ha scaricato il letame) non hanno colpe», spiega l’avvocato Falzoni.
la difesa
Quel giorno aveva piovuto, e il camion era rimasto impantanato nel terreno. Il mezzo era stato così trainato da un trattore, con il cassone alzato, e durante il trasporto era rimasto impigliato nei fili dell’alta tensione. Di questo Bucci non si sarebbe accorto, e sarebbe risalito, ignaro del pericolo. L’accusa sostiene questo, e che Bucci non venne informato e istruito del pericolo.
Saranno i giudici, molto probabilmente già nella udienza del 12 febbraio a stabilire se vi sono o meno delle colpe e di che tipo. —
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