La famiglia di Miriam perdona Enrico Il ragazzo al volante ha lasciato l’ospedale
Commovente abbraccio e parole che hanno rincuorato il giovane ancora profondamente scosso per la morte dei suoi tre amici e colleghi
LA STORIA
La forza del perdono. Quello che la famiglia di Miriam ha manifestato e dichiarato apertamente ad Enrico, unico sopravvissuto alla strage di Vigarano. Un modo chiaro anche per farlo sentire meno in colpa per quanto è successo, nella consapevolezza del grande fardello di dolore che sta portando il ragazzo, arrivato sul punto di maledire la sorte che l’aveva risparmiato alla strage.
Al Sant’Anna
L’incontro è successo in questi ultimi giorni, quando la mamma della ragazza è andata al Sant’Anna per il tristissimo rito del riconoscimento nelle stanze dell’obitorio dell’ospedale e poi è salita nel reparto di medicina d’urgenza dove era ancora ricoverato il ragazzo che era al volante dell’auto al momento del tragico impatto. Le famiglie dei ragazzi si conoscono anche perché i due giovani erano molto più che amici ed erano tornati insieme. La mamma e la nonna di Miriam hanno voluto così esprimere il proprio perdono ad Enrico. Il dolore per la morte della ragazza è immenso e insopportabile, ma non hanno voluto colpevolizzare il giovane che si trovava alla guida dell’auto.
Distrutto dal dolore
Il conducente dopo l’incidente è stato ricoverato nel reparto di medicina d’urgenza dell’ospedale di Cona per alcuni giorni, non solo per le ferite e le contusioni riportate nell’incidente, ma anche per cercare di superare un trauma opprimente che sarà difficile superare anche con il tempo. È stato sedato nei primi giorni, rimasto chiuso in quella stanza di ospedale con il conforto della sua famiglia che non lo ha lasciato un attimo, capendo il dramma che si era creato.
Le dimissioni
Guarito dalle ferite esterne - quelle interne e morali rimarranno per sempre - i medici hanno sciolto la prognosi e acconsentito alle dimissioni del giovane che nella giornata di ieri ha lasciato il Sant’Anna per tornare a casa. Tra l’altro le dimissioni del ragazzo non hanno consentito per pochi minuti un altro incontro. I familiari di Manuel Signorini, mentre si trovavano anche loro all’ospedale per il riconoscimento, sono poi andati nel reparto di medicina d’urgenza per andare a salutare Enrico, ma era già ritornato a casa.
La perizia
Intanto prosegue l’indagine da parte della procura per fare luce sull’incidente che è costata la vita ai tre ragazzi: Miriam Berselli, 21 anni, di Ferrara; Giulio Nali, 28 anni, di Santa Maria Maddalena e Manuele Signorini, 23 anni di Salara. È stata disposta una perizia cinematica per stabilire la dinamica dell’incidente, la velocità dell’auto e dare una spiegazione logica ai tanti perché di questa grandissima tragedia. —
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