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Casa dei profughi allagata dalla pioggia Arrivano l’inagibilità e il trasferimento

Giorgio Carnaroli
Casa dei profughi allagata dalla pioggia Arrivano l’inagibilità e il trasferimento

I 26 ospiti sono già stati portati altrove dalla prefettura  Baldini: «Lo avevamo detto, quello era un posto inadatto»

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CONSANDOLO. «La situazione così com’è non è gestibile, 26 persone non possono vivere in queste condizioni. In attesa che qualcuno li porti altrove, io quattro alla volta, con la mia auto e quella della Polizia locale, li porto nella sala di consiglio».

Il sindaco Andrea Baldini parla della casa di via Nazionale, a Consandolo, dove la prefettura ha autorizzato l’apertura di un Centro accoglienza straordinario per i rifugiati. La decisione – provocatoria ma ferma – di spostare i migranti non è solamente legata dal fatto che, a causa della pioggia, ieri all’alba la casa si è allagata mentre al piano superiore si sono staccate le mattonelle del pavimento; il problema nasce fin da quando è stata aperta questa struttura. Ribadito anche ieri quando alle 7.30, chiamato dai carabinieri, Baldini ha toccato con mano la situazione. «Ho comunicato della mia decisione di spostare i profughi in municipio – ha aggiunto il sindaco – alla cooperativa di Padova e anche alla prefettura. Successivamente sono stato contattato dal prefetto il quale mi ha assicurato che a breve avrebbe trasferito i profughi altrove». Cosa poi avvenuta e gli ospiti del Cas sono stati spostati in altri comuni.

«Lo stabile non era adatto per ospitare 25 persone – ha spiegato Baldini –. Fin dai primi giorni abbiamo dunque sempre vigilato e comunicato agli enti che hanno dato autorizzazione, prefettura e Ausl, la situazione e quello che noi pensavamo non fosse adeguato. Ora c’è un’ordinanza di inagibilità e i richiedenti asilo son stati spostati. Terremo aggiornata la cittadinanza su quelli che saranno i futuri sviluppi».

IL DILUVIO

Ieri verso le 5 la pioggia copiosa ha allagato il cortile della casa, «è entrata dalla porta d’ingresso e ha iniziato a venire su dal pavimento – raccontava uno dei profughi –. Non c’è più corrente e le nostre cose sono finite in acqua». Il responsabile del Cas è sceso in strada perché uno dei ragazzi ha dato in escandescenza.

Una volta riportato alla calma, il sindaco e il comandante dei carabinieri di Argenta hanno potuto constatare che gli ospiti non erano 25 bensì 26, che circa il riscaldamento c’è ma solo un piccolo boiler per l’acqua calda in bagno. «Mancano anche le certificazioni impiantistiche – ha detto Baldini – e lo ripeto: le leggi urbanistiche non prevedono al massimo 17 persone in questa casa. Ragazzi – ha poi detto rivolgendosi ai profughi –, fate su le vostre cose che da qui vi portiamo via». I giovani non aspettavano altro e in pochi minuti avevano già gli zaini pronti.

Sul posto è arrivato anche il proprietario della casa data in affitto alla cooperativa. Per lui gli allagamenti sarebbero causati dalla chiusura di un fosso adiacente. —

Giorgio Carnaroli

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