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Unife, gli aspiranti medici scalpitano Dopo il test prima ondata di matricole

Alessandra Mura
Unife, gli aspiranti medici scalpitano Dopo il test prima ondata di matricole

Andrea, dopo il Roiti il sogno del camice bianco: «Fin dalle scuole elementari volevo diventare pediatra»  

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la testimonianza

Il 3 settembre hanno superato lo “sbarramento” dei test di ingresso: sessantamila candidati per poco meno di 11.600 posti in tutta Italia, 1.200 aspiranti a Ferrara, il doppio dei posti disponibili. Sono le nuove matricole della Facoltà di Medicina che il 14 ottobre cominceranno le lezioni.

Le graduatorie

Il 17 settembre il Miur ha pubblicato la “classifica”, anonima, con la sola indicazione dei punteggi. Il 1° ottobre invece la lista è stata mostrata “in chiaro”, consultabile da parte dei candidati. Il 9 ottobre, al netto degli assestamenti dovuti alla scelta finale tra le Facoltà indicate, ci sarà un’ulteriore “chiamata” di matricole momentaneamente escluse, mentre per i più bravi, coloro che hanno già superato la prova, l’avventura universitaria aspetta solo di poter cominciare.

Tra questi, c’è il ferrarese Andrea Martello, fresco di punteggio pieno (100/110) all’esame di Stato conseguito al liceo Scientifico Roiti, indirizzo Scienze applicate. In cinque, nella sua classe, ci hanno provato. Lui e una sua compagna ce l’hanno fatta, altri tre sono ancora nel “limbo” della speranza di un ripescaggio.

Passione ritrovata

Quella per la Medicina, racconta Andrea, è una passione che ha avuto fin da piccolo: «Già alle elementari avevo deciso che sarei diventato pediatra». Negli anni successivi, demoralizzato dalla barriera del numero chiuso, Andrea aveva accantonato il sogno del camice bianco per valutare altre strade, come ingegneria o fisica. Ma una volta diplomato, «mi sono guardato allo specchio e ho capito che quello che volevo fare era il medico. Una passione che era rimasta nascosta per un po’, e che alla fine è riaffiorata, anche se anziché pediatria potrei orientarmi su allergologia, ma è ancora troppo presto per pensare alla specializzazione».

Dopo la maturità, dunque, non c’era tempo da perdere, la data del test incombeva: «Avevo meno di due mesi per prepararmi, e mi sono messo subito d’impegno. Mi sono procurato i volumi “Alpha Test” e ho cominciato a esercitarmi e a prepararmi».

L’esperienza alla Fiera, prosegue, è stata meno “traumatica” del tenuto: «I quiz erano certamente affrontabili, avendo studiato, anche se rispetto agli anni scorsi erano più complicati, c’erano più domande di cultura generale, mentre quelle tecniche scendevano abbastanza nei particolari. Confesso che prima di affrontare la prova temevo di non farcela, anche perché conosco persone che ci avevano provato già l’anno scorso e non erano passate. Finito il test, invece, mi sentivo fiducioso, e il 17 settembre, quando è stato postato l’elenco anonimo, ho capito dal punteggio che era andata bene». Il suo futuro, per i prossimi sei anni, sarà comunque nel nostro Ateneo: «Avevo indicato tre scelte, Ferrara, Bologna e Padova, ma la prima scelta resta Unife». —

Alessandra Mura

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