Un’estate da dimenticare I turisti non sono arrivati
Netto calo di presenze su tutti i Lidi: «Siamo a -14,1%, non era mai successo» Anche i campeggi perdono, registrando una riduzione del 20,2%
Male. Anzi no, malissimo. I dati scritti nero su bianco sull’andamento della stagione estiva non lasciano spazio a dubbi: «Dobbiamo rivedere tutto oppure affondiamo».
estate nera
I dati sono quelli della “Domanda turistica negli esercizi ricettivi per destinazione” da gennaio a fine agosto e sono forniti da Confesercenti. E il quadro è drammatico: «Abbiamo avuto un calo del 14,1%: mai successo - spiega Luca Callegarini -. E anche i campeggi, che fino ad oggi avevano tenuto botta, perdono ben il 20,2%. Ci aspettavamo un risultato negativo, ma così è una catastrofe».
Premesso che il turismo balenare ha visto quest’anno segno negativo in tutta Italia, «da noi è arrivato a punto che potrebbe essere di non ritorno se non ci diamo una bella svegliata».
la domanda
«Le imprese del settore turismo attraversano una fase di difficoltà determinata da un insieme di concause - continua Callegarini - , tra cui spiccano il calo della domanda tedesca (nostro principale mercato estero), la stagnazione della domanda italiana e la riapertura di alcuni mercati della sponda sud del Mediterraneo (in primis Egitto, Turchia e Tunisia). Questo è il quadro generale, già a tinte nere, e noi abbiamo contribuito a peggiorare la situazione». In che senso? Perché i Lidi hanno sofferto così tanto?
l’abbaglio
Secondo Confesercenti «il concerto di Jovanotti, che è andato benissimo e ne faremmo uno ogni settimana se fosse possibile, ha distolto l’attenzione dai problemi che stavamo attraversando - sottolinea -. Pare che nessuno si sia accorto che i pendolari hanno optato per altre mete, che i consumi siano drasticamente diminuiti e che nessuno abbia pensato ad alternative da proporre quando pive, visto che ormai la stagione è cambiata».
Insomma, un disastro. «Sì. Ed è inutile nascondersi dietro un dito. Abbiamo sbagliato tante valutazioni, evidentemente. Abbiamo puntato sui mercato esteri, che va benissimo, perdendo però di vista quelli italiani. E non siamo competitivi perché i nostri prezzi sono alti per quello che offriamo - l’analisi di Callegarini -. So che qualcuno non sarà d’accordo, ma sono i numeri a parlare».
l’invito
L’estate è appena finita, ma si deve lavorare per il 2020. «Cerchiamo di fare squadra, di andare avanti insieme per capire dove stiamo sbagliando e cosa possiamo proporre. La bassa qualità e i prezzi non competitivi uccidono, adesso ne abbiamo la certezza e non possiamo più permetterci passi falsi». —
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