FuturPera, prove di rilancio L’obiettivo: superare la crisi
Bruni (Cso): il prossimo evento sarà importante per creare nuove strategie Momento critico ma adesso bisogna lavorare per un Rinascimento del settore
È stata probabilmente l’annata più critica negli ultimi decenni per i coltivatori di pere. Uno dei principali prodotti dell’agricoltura ferrarese sta attraversando una drammatica crisi che rischia di mettere in ginocchio tante aziende del settore. Il tutto a poche settimane dall’evento internazionale più prestigioso del comparto, quel FuturPera che tornerà a novembre alla Fiere, puntando i riflettori su Ferrara e su una delle sua eccellenze.
Bruni E il rilancio
«Il messaggio che vorrei dare - dichiara Paolo Bruni, presidente di Cso Italy - è iniziare ad inserire anche fattori di positività. Mi spiego: 28 anni fa lo scandalo del metanolo mise in ginocchio il settore vitivinicolo italiano, fu un fatto sconvolgente con morti e cali drastici della produzione che generò tuttavia dopo una crisi senza precedenti il successivo Rinascimento del vino italiano, ora ai vertici mondiali. L’auspicio è che quella serie di problematiche che si sono verificate quest’anno sulla coltura delle pere: cimice asiatica, maculatura, alternaria, crollo della produzione, producano per reazione una sinergia sul sistema delle pericoltura italiana per rigenerarla».
L’indotto
«Abbiamo uno straordinario indotto in termini di occupazione e sviluppo del territorio - dichiara ancora Bruni - bisogna trovare un’energia positiva per superare queste problematiche eccezionali che stiamo vivendo, per tornare a dare un futuro competitivo alle nostre pere e per avviare un vero Rinascimento del settore. Una forte occasione di rilancio è FuturPera essendoci tutti gli interlocutori per ragionare insieme sulla potenzialità del prodotto, per una straordinaria occasione di rilancio per trovare strategie per uscire da questa situazione. Certamente la campagna 2019 è stata segnata da contingenze negative eccezionali nella loro contemporaneità. Gli agricoltori si sono visti così distruggere il proprio lavoro e a nulla sono valsi il loro impegno, la loro passione, i costosi investimenti. Il grande meeting di novembre potrebbe essere l’occasione buona, vista la presenza dei maggiori operatori del settore per iniziare un rilancio nel comparto e avviare nuove strategie per fare tornare in auge una delle nostre migliori eccellenze agricole a livello nazionale».
Le stime della crisi
La produzione di pere in questa stagione ha subito una fortissima contrazione per i noti problemi. Oggi si può stimare a livello nazionale un’offerta di circa 365.000 tonnellate, contro le 730.000 tonnellate del 2018 e le 934.000 tonnellate raggiunte nel 2011, ultimo anno di produzione piena.
Un livello così basso non si era mai avuto in precedenza. In particolare in Emilia Romagna la produzione 2019 oggi è stimata su circa 243.000 tonnellate, contro le 357.000 tonnellate stimate a inizio luglio, già altamente deficitarie rispetto al potenziale della regione. —
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