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L’appello 

«Bene il Pos nei pagamenti Ma non ci siano altri costi»

«Bene il Pos nei pagamenti Ma non ci siano altri costi»

Lettera aperta della Confesercenti di Ferrara ai parlamentari del territorio Scolamacchia: l’incentivo della moneta elettronica non può gravare sulle imprese

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«Aiutare i commercianti e nel suo complesso il popolo delle partite Iva nella fase di introduzione delle misure volte a penalizzare l’utilizzo del contante a favore dell’uso delle carte di pagamento elettronico, che il Governo si appresta a proporre». È questo il contenuto della “lettera aperta” che Confesercenti Ferrara ha inviato ai parlamentari del territorio sull’utilizzo della moneta elettronica.

La lettera

«Confesercenti - scrive il presidente provinciale della Confesercenti ferrarese, Nicola Scolamacchia - è favorevole all’introduzione di misure che incentivino l’utilizzo della moneta elettronica, purché queste non determinino ulteriori oneri a carico delle imprese. I Pos forniscono senz’altro un servizio utile ed apprezzato dagli esercenti, soprattutto da parte di alcune categorie particolarmente esposte al rischio di gestione del contante. Ne è chiara testimonianza la continua crescita delle installazioni dei Pos negli ultimi anni. Anni nei quali però non abbiamo assistito ad un calo dei costi fissi e delle commissioni richiesti dagli istituti bancari per fornire tali servizi».

Riduzione costi bancari

«Riteniamo pertanto - continua Scolamacchia - indispensabile che nel momento stesso in cui il Governo penalizzi l’uso del denaro contante per i pagamenti, anche il sistema finanziario debba fare la propria parte. L’Europa è già intervenuta nei confronti delle commissioni interbancarie relative a questa tipologia di pagamenti, imponendo una commissione massima dello 0,3%. Tale valore è sensibilmente inferiore a quello comunemente applicato dalla banche alla propria clientela».

Confesercenti chiede che anche i costi applicati dalle banche verso le imprese per la gestione dei pagamenti elettronici siano limitati per legge e tali da garantire un impegno equo di tutte le categorie economiche coinvolte in questo processo di modernizzazione del Paese. Occorre inoltre evitare che ciò possa essere controbilanciato da un aumento di altri oneri finanziari, come abbiamo purtroppo già assistito in occasione del riconoscimento del credito di imposta verso i distributori di benzina.

L’azzeramento di ogni costo per le transazioni di importo più basso sarebbe auspicabile, così come prevedere un sistema di incentivi che assista non solo chi utilizza le carte di pagamento, ma anche chi incassa con questi strumenti e ne sostiene l’ineludibile costo.

La web tax

«Non vorremmo infine - dichiara il presidente Confesercenti - che l’impegno per favorire l’utilizzo della moneta elettronica, visto come strumento di contrasto dell’evasione fiscale, distolga l’attenzione verso la vera grande evasione, quella attuata dai grandi player internazionali che operano on-line. Non è più procrastinabile l’introduzione di una web tax, al fine di ricondurre il sistema distributivo a condizioni di effettiva concorrenza. Le piccole imprese italiane pagano le tasse nel nostro Paese, i gestori delle piattaforme e-commerce internazionali spostano impunemente utili in Paesi dove l’imposizione fiscale è molto più favorevole, minando le basi della regolare competizione economica».

Le attività aspettano risposte dalla politica.—

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