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le ipotesi 

Tra i rimedi anche le sale operatorie aperte sei giorni

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L’attività chirurgica, in particolare per patologie considerate minori (ernie, colecisti, protesi d’anca, tonsille), in provincia stenta a soddisfare da alcuni anni la domanda locale di interventi. Quali sono i correttivi adottati dall’Asl?

«Il sistema locale presenta margini di recupero ed efficientamento», scrive l’azienda sanitarial nel documento di programmazione per il governo delle liste d’attesa. Uno dei problemi è la carenza di posti letto chirurgici disponibili, osserva l’Asl, «in quanto utilizzati spesso anche per far fronte al fenomeno dell’iperafflusso di ricoveri internistici da pronto soccorso». Ma la carenza riguarda anche «il reperimento di risorse mediche, sia di anestesisti sia di ortopedici, per l’attivazione di nuove attività». Una delle scelte adottate dall’Asl è stata, per la chirurgia a bassa complessità (ernie ed emorroidi, che hanno lunghi tempi di attesa) l’aumento di produzione all’ospedale di Argenta e al Sant’Anna, con 5 sedute settimanali. Per evitare l’allungamento dei tempi di attesa si raccomanda la collaborazione con le strutture private, «l’offerta di sedi alternative», soluzioni per «l’impiego ottimale» delle sale operatorie (anche su sei giorni), eventualmente riduzione o sospensione dell’attività libero professionale.

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