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BONDENO 

«Un gran lavoratore e un papà affettuoso» La comunità in lutto

«Un gran lavoratore e un papà affettuoso» La comunità in lutto

Grande dolore per la tragica morte di Mentor Carkaxhia E ora bisognerà dire a sua figlia di 7 anni che non tornerà più

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BONDENO. Lo spostamento in auto, durante una delle sue tante trasferte, forse una distrazione, poi il violento impatto. Si è interrotta in questo modo, in un attimo atroce, la vita di Mentor Carkaxhia, cittadino di origini albanesi di 42 anni residente a Bondeno. La sua vita è stata spezzata nel drammatico schianto in via Gorghetto, sulla strada Panaria Bassa, nel territorio comunale di Bomporto, nella Bassa Modenese.

LA VIA “MALEDETTA”

Una via di comunicazione di pianura, particolarmente frequentata e sulla quale si concentra gran parte del traffico diretto ai poli industriali del Modenese, e che Carkaxhia stava percorrendo alla guida di una Chevrolet Aveo, la quale ha impattato con una Peugeot con a bordo due fidanzati di Crevalcore.

BUON PAPÀ E LAVORATORE

Mentor Carkaxhia, operaio specializzato, era residente nella centralissima viale Repubblica, a poca distanza dal bar Castello (che una volta si chiamava “Toscana”), situato nell’ultimo lembo del centro storico, vicino a Borgo Paioli. Era coniugato, Mentor, e aveva una bambina di 7 anni. Chi lo conosceva bene, nella zona, afferma che si trattava di «un bravo papà ed un lavoratore scrupoloso, sempre in giro per lavoro. Tanto che non lo si vedeva quasi mai per le vie della città, poiché spesso impegnato».

Del resto, l’azienda per la quale lavorava è una bellissima realtà del territorio matildeo, diretta da Cara Nezmi (detto “Paride”), la quale si occupa di costruzioni e montaggi d’impianti, lavorazione del pannello truciolare, impianti alimentari per la produzione di mangimi e persino d’installazioni per la trasformazione di energetica elettrica derivante da biogas e biomasse. Una realtà nata su iniziativa di un altro cittadino albanese, che ha saputo radunare nel corso degli anni numerosi connazionali. Tutti grandi lavoratori, in quello che rappresenta un esempio compiuto d’integrazione. Mentor Carkaxhia, da questo punto di vista, era l’esempio di quella manodopera specializzata che scarseggia sul territorio ferrarese.

IL CORDOGLIO

Appresa la notizia della scomparsa del 42enne, anche il sindaco Fabio Bergamini ha espresso il proprio cordoglio e quello dell’amministrazione: «Quando un concittadino, padre di famiglia e grande lavoratore perde la vita – ha detto il primo cittadino –, si tratta sempre di un dramma per la nostra comunità. Siamo vicini ai familiari in questo momento di dolore».

Mentor Carkaxhia non era solo un operaio specializzato, ma, come si diceva, anche il padre affettuoso di una bambina di appena 7 anni, alla quale adesso bisognerà cercare di far capire e accettare che il suo papà non tornerà più, da quell’ennesima trasferta per la quale la figlia lo ha visto partire, domenica.

Non è ancora stata decisa la forma che avrà l’ultimo saluto a Mentor Carkaxhia (se con una sepoltura in loco o un rimpatrio in Albania). In ogni caso, il tutto è vincolato ora alle decisioni della Procura, la quale tiene attualmente a disposizione la salma del 42enne cittadino albanese, presso la Medicina legale di Modena. —

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