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SABBIONCELLO SAN VITTORE 

Il caso sicurezza si allarga A rischio anche il Capitello

D.B.

Come a Copparo anche il centro sociale deve mettere a norma la tensostruttura La Curia ha donato uno stabile come sede ma tardano i permessi per i lavori

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SABBIONCELLO SAN VITTORE. Il caso Parco Verde di Copparo potrebbe essere solo il primo di una serie, quanto lunga è difficile da capire. Il centro sociale non è infatti l’unico luogo dove vengono organizzati eventi di pubblico intrattenimento al quale è arrivata la richiesta di messa a norma della sicurezza. Se al Parco Verde si attendono controlli per la certificazione antincendio, l’altro caso emerso in queste ore è relativo alla tensostruttura dove vengono organizzati eventi benefici e spettacoli da parte del Centro sociale Capitello di Sabbioncello (oltre che dall’Auser e dal locale fan club dei Nomadi nato un anno fa).

lunga vicenda

In realtà, la tensostruttura ha già un permesso temporaneo di sei mesi, il quale scade il 31 dicembre di quest’anno. Ma il problema per i gestori è relativa alla richiesta arrivata dal Comune di smantellarla alla scadenza e, nel caso di nuova richiesta di permesso, verrebbe poi montata. Ma nel frattempo nella tensostruttura sono stati effettuati lavori, vi è stata posizionata una cucina con allacciamenti per il gas e sono stati messi dei bagni. Soldi investiti dallo stesso centro sociale che in pratica verrebbero buttati via, dovendo poi rifare tutto dal 1º gennaio del 2020.

nuova sede?

In realtà sulla carta il Capitello avrebbe già un edificio adibito a sede, ma qui c’è l’altra grana. Infatti, la tensostruttura è posta sul campo di calcio di Sabbioncello San Vittore, di proprietà della Curia e non più utilizzato da anni per le partite. La stessa Curia ha donato al centro sociale uno stabile nella frazione copparese, il quale però necessita di un ampio lavoro di restauro, dall’impianto elettrico al riscaldamento, per non parlare dello smaltimento dell’eternit presente. Lavori a carico del Capitello, che si trova però nella situazione di aver richiesto da alcuni mesi i permessi per cominciare i lavori (necessariamente a carico di un’impresa, non è possibile svolgerli in “economia”, ovvero approfittando di volontari disposti a dare una mano), ma a meno di tre mesi dalla scadenza del permesso per la tensostruttura ancora non è giunta risposta.

Già lo scorso anno l’attività fu fermata nel periodo invernale, ma la tensostruttura rimase nel campo di calcio, pronta a ricominciare dall’estate per i sei mesi di permesso concessi dalla precedente amministrazione. Inevitabile, quindi, che al momento per il centro sociale Capitello l’unica soluzione sia quella di ricevere dal Comune di Copparo una proroga nell’utilizzo della struttura e, al contempo, continuare ad organizzare iniziative, magari stavolta con la finalità di aiutare lo stesso Capitello ad andare avanti. —

D.B.

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