Psicologi contro psichiatri per il Centro salute mentale
il caso
Il centro di salute mentale dell’Asl deve essere guidato da uno psichiatra. Scontato? Non proprio, visto che sulla questione è dovuto intervenire anche il Tar, sul caso specifico dell’avviso pubblico con cui l’azienda sanitaria ferrarese ha cercato il direttore per l’area Centro Nord, a cui fanno riferimento i servizi psichiatrici territoriali di Ferrara, Copparo, Portomaggiore e Codigoro e le residenze. A far ricorso, l’ordine regionale degli psicologi: contestava quella parte della procedura che riservava la selezione ai soli dirigenti medici di psichiatria.
Perché non far concorrere anche gli psicologi per guidare un centro che non si limita ad erogare prestazioni mediche e farmaci, ma ha un approccio multidisciplinare in cui la psicologia ha un ruolo importante? È presto detto. «Se è vero che il Centro di salute mentale è una struttura complessa – scrivono i giudici, giungendo alle conclusioni della loro sentenza – i compiti del dirigente non sono meramente organizzativi e gestionali, ma sono connessi all’assistenza dei pazienti nelle strutture interne e sul territorio e richiedono per lo più valutazioni di carattere medico». Si fosse trattato dell’incarico di vertice del “Dipartimento salute mentale e dipendenze patologiche”, da cui il “Centro salute mentale” dipende, non ci sarebbero stati dubbi: quello sì è un ruolo di struttura complessa, con compiti quasi esclusivamente organizzativi, che può essere affidato tanto ad uno psichiatra quanto ad uno psicologo. Ma nel Centro, il direttore è chiamato molto più spesso a dare indicazioni sui trattamenti se non proprio ad intervenire direttamente: non può che essere un medico. —
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