La Nuova Ferrara

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L’organizzazione della sanità 

Una sede unica per l’Asl Entro il 2025 tutti i servizi nella Casa della Salute

ieri l’annuncio durante i lavori della Conferenza socio-sanitaria Approvato col no di Lagosanto il piano per le liste d’attesa La Cgil: poco dibattito sui temi

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Entro il 2025 l’anello dell’ex ospedale Sant’Anna dovrebbe essere quasi interamente occupato. In pratica tutti gli ambulatori e uffici dell’Asl ancora operativi in città al di fuori della Casa della Salute, confluiranno in quella che diventerà l’unica sede comunale dove ottenere prestazioni sanitarie di primo livello e accedere a uffici e ambulatori dell’ambito socio-sanitario. Ieri, in Conferenza territoriale, sono stati il direttore generale dell’Asl, Claudio Vagnini, e il direttore amministrativo, Stefano Carlini, a ufficializzare le scadenze del piano di accentramento dell’attività dell’azienda di via Cassoli. Che per quella data potrebbe aver lasciato libero per altri usi (si era ipotizzato il trasloco dell’Inps) lo stabile nel quale sono ospitate la direzione e alcune funzioni sanitarie residue. Il “carburante” per eseguire l’ultimo step arriverà dai 13 milioni assegnati a Ferrara grazie alla ripartizione dei fondi sanitari stanziati con la legge di bilancio 2019 che ha distribuito 4 miliardi in più rispetto all’anno precedente.

Il piano e le scadenze

Con questa somma si completerà il progetto di riqualificazione di un luogo importante per la città, ha ricordato Vagnini. Nella fase in corso, che si esaurirà entro il 2022, ha precisato Carlini, si trasferiranno in corso Giovecca gli ambulatori di via Gandini e il poliambulatorio Salute-donna, sarà completato l’insediamento del polo odontoiatrico e saranno conclusi i lavori per la ristrutturazione del corridoio centrale.

Il passaggio successivo prevede lo spostamento del Servizio di salute mentale da via Ghiara, il trasloco degli uffici e ambulatori da via Cassoli e dell’ambulatorio vaccinazioni di via Beretta. Alla fine il vecchio anello sarà occupato da attività e funzioni per il 70% e vi troveranno sede anche le associazioni di volontariato.

Con altri 4 milioni di euro il Sant’Anna acquisterà invece un acceleratore lineare, una Tac, un locomat (per riabilitazione) e tecnologia per le sale operatorie.Ieri è stato anche approvato il piano per la gestione delle liste d’attesa per la specialistica e la chirurgia, con il solo no di Lagosanto. Il direttore sanitario Asl, Nicoletta Natalini, ha spiegato che visite ed esami vengono erogati «nell’80% dei casi, per le prestazioni monitorate, all’interno del distretto». Per alcune specialità chirurgiche c’è un gap di produzione locale rispetto alla domanda. Cristiano Zagatti (Cgil) ha chiesto un incontro a breve con il vertice della Conferenza: «Il regolamento dice che l’organismo dovrebbe approfondire i temi in discussione alcuni giorni prima della convocazione, questo non avviene. Sulle liste d’attesa per la specialistica, inoltre, si dovrebbero fornire dati puntuali sui singoli comuni». Quest’ultima richiesta è stata formulata anche da Poggio Renatico. Diego Viviani (Goro) ha chiesto di prevedere sedi più vicine per chi usufruisce del trasporto sociale. —

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