Pagnoni irrompe in assemblea I sindacati: «È contro la legge»
Interrotta e poi sciolta la riunione dei dipendenti comunali in sala consiliare Al centro della vicenda l’ordine del giorno, su cui il sindaco chiedeva spiegazioni
I dipendenti comunali riuniti in assemblea, il sindaco irrompe dicendo che non era stata autorizzata, uno scontro verbale piuttosto acceso e poi la riunione si scioglie in anticipo.
È successo un bel trambusto, due giorni fa in municipio. Se i sindacati (con la Cgil in prima fila) e Fabrizio Pagnoni si erano già pizzicati subito dopo le elezioni amministrative, ora la temperatura è salita ulteriormente. Le versioni dei fatti divergono: la realtà è che il dialogo tra le parti è in salita.
IL TEMA CONTESTATO
Poco dopo le 9 di martedì, sono una trentina i dipendenti riuniti in sala di consiglio. A pochi passi dall’ufficio di Pagnoni, che si affaccia: «Cosa fate qui? Questo non è un luogo di parte ma di tutti i cittadini», obietta ai presenti.
Un passo indietro. La convocazione dell’assemblea era stata formalmente comunicata via mail al Comune dalle sigle della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil il 24 settembre. Unico punto all’ordine del giorno: le linee di mandato della nuova giunta di centrodestra, che proprio 48 ore dopo sarebbero state discusse in consiglio comunale. Con alcune novità annunciate in merito all’organizzazione del lavoro.
Pagnoni vive quella mossa d’anticipo come una provocazione e chiede spiegazioni sui contenuti dell’assemblea, senza eccepire nulla sulla sede richiesta, appunto la sala di consiglio. Dai sindacati nessuna replica: la loro interpretazione è quella di un via libera al luogo oggetto della domanda.
LE REAZIONI
Due giorni fa il patatrac. «Una cosa mai vista in 20 anni che faccio il sindacalista – dice Francesco Bertelli (Cisl) –. Ci siamo sentiti a disagio, poco sopportati. Il sindaco è letteralmente piombato in una riunione, ledendo la libertà sindacale. I temi di un’assemblea non può certo deciderli lui. Il suo è un comportamento da stigmatizzare: ha interpretato la nostra azione come un’occupazione. Dice che la sala di consiglio è sopra le parti? Anche noi lo siamo – continua il sindacalista della Cisl –, facciamo rappresentanza e vogliamo mantenere un clima positivo. Ma così è difficile».
Pagnoni premette una cosa, «da parte mia non c’era la volontà di non far tenere l’assemblea – sottolinea il sindaco –. Piuttosto con gli uffici avevamo richiesto ai sindacati un’integrazione sull’ordine del giorno. Che poi non è arrivata, se non tramite una telefonata della Cgil per chiedere se era tutto a posto. E gli era stato risposto che no, non era tutto a posto». Il sindaco di Copparo tende a scindere il comportamento della Cgil da quello della Cisl. «Il sindacalista della Cisl – sostiene Pagnoni – ha poi chiesto scusa per quel che era capitato, forse è finito a sua insaputa in mezzo a un braccio di ferro. Il dirigente della Cgil aveva proposto di proseguire la riunione all’esterno del municipio, ma è stato sconfessato dai dipendenti, visto che se sono andati».
Anche Luca Greco dice la sua: «Un’assemblea sindacale – dice l’esponente della Cgil – non va autorizzata, Pagnoni non sa nulla, è la sede che va concessa. E dal Comune non c’è mai stato un diniego formale. Avesse dato la disponibilità di un altro luogo, saremmo andati là. Finirà che la prossima volta ci riuniremo in piazza. Il comportamento del sindaco – aggiunge Greco – è incostituzionale, per legge l’organizzazione del lavoro va discussa prima con i sindacati». —
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