I fallimenti e le indagini A confronto magistrati giudici e commercialisti
Sono tantissime le aziende che falliscono, piccole e grandi, e a Ferrara ne sappiamo qualcosa: vedi alla voce CoopCostruttori, Cmr e Carife, solo per citarne alcune. Fallimenti che hanno innescato indagini, processi e sentenze. E messo in luce il rapporto tra i soggetti dell’Ufficio fallimentare (i curatori, i giudici) e della procura che traduce penalmente quei fatti. Di questo è di tanto altro, alla luce soprattutto del nuovo codice della crisi d’impresa, che riformerà l’intero settore tecnico-giudiziario si parlerà lunedì prossimo in un convegno alla Camera di Commercio (dalle 9 alle 18) con gli interventi dei massimi rappresentanti, locali e nazionali, di procure e tribunali. Sarà l’occasione per fare il punto sulla riforma, il cui obiettivo è quello di evitare che il ritardo nel percepire segnali di crisi di un’impresa possa portare ad uno stato di crisi irreversibile (rivedi alle voci Costruttori e Carife). A far gli onori di casa i due presidenti Ordine commercialisti e avvocati (Gianfranco Gadda ed Eugenio Gallerani) e poi gli interventi dei magistrati. A coordinare i lavori i pm ferraresi, specializzati nei crac, Isabella Cavallari e Stefano Longhi, e il giudice fallimentare Anna Ghedini. Al microfono si succederanno magistrati che rappresentano il gotha delle procure fallimentari. Introdurrà il procuratore capo Andrea Garau, poi si confronteranno i pm di Milano, Roberto Fontana e Riccardo Targetti, i presidenti tribunale fallimentare di Bologna (Fabio Fiorini) e di Milano (Alida Paluchowski). Quindi esperti del settore: Danilo Galletti (Università di Trento), Gianluca Minniti (avvocato) e Stefano d’Orsi (commercialista). —
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