La città modellata dal Ventennio Itinerario in 15 tappe
Gli studenti di Aleotti e Costa hanno preparato i cartelli Si va dal quadrivio novecentesco all’acquedotto
Un itinerario nella città costellato da 15 cartelli esplicativi del palazzo o del monumento sul quale sono stati posizionati, che viene descritto storicamente e dal punto di vista architettonico. È il risultato del progetto “Atrium Go” ideato e sviluppato dagli studenti dell’Istituto Aleotti–Alda Costa, insieme ai loro docenti, al Comune, agli uffici Ricerche storiche, Progetti europei e relazioni internazionali e grazie al sostegno di fondi europei. L’obiettivo del percorso è mettere a fuoco sia le testimonianze del regime totalitario fascista presenti a Ferrara, restituendole alla cittadinanza e ai turisti.
upgrade
Ma il progetto ha consentito un ulteriore salto di qualità; infatti gli studenti ferraresi si sono confrontati con quelli di Zara, ospitandoli e facendo loro da guida alla conoscenza di Ferrara e poi recandosi nella città croata, per approfondire le testimonianze di altri totalitarismi.
Quattro cartelli si trovano nel quadrivio novecentista (largo Antonioni), l’esempio più importante dell’intervento del regime fascista che qui ha voluto riunire i principali ambiti d’intervento sul tessuto culturale cittadino: la musica, le scienze, la scuola ed il dopolavoro oggi complesso Boldini. L’itinerario prosegue con il palazzo delle Assicurazioni Generali, la Torre della Vittoria, la Camera di Commercio, palazzo Ina, le Poste, le ville liberty di Curo Contini, il palazzo dell’Aeronautica, l’ex Casa del fascio, la scuola Poledrelli e l’Acquedotto monumentale realizzato in onore della marcia su Roma.
Atrium Go, è stato presentato ieri al cinema Boldini dalla dirigente comunale Maria Teresa Pinna che ne ha seguito lo sviluppo, dall’assessore alla cultura Marco Gulinelli che ne ha decantato i pregi ed il valore sul piano turistico–culturale ed anche economico, da Barbara Pizzo che ha riassunto il retroscena di questo progetto transfrontaliero, con due concetti portanti: polifonia, perché sono state coinvolte più voci; e nuove possibilità perché ha consentito di riconoscere e rivedere la nostra città passando dal rinascimento al ’900.
sul campo
«Sono state compiute analisi sul campo –ha concluso Pizzo – ricerche sul patrimonio artistico ferrarese del ’900 compilando 10 schede sui maggiori beni della città, altre 23 schede divulgative e 15 cartelli permanenti che ci auguriamo possano soddisfare la curiosità». Orgogliosi dei risultati Francesco Borciani preside dell’Aleotti e la docente Paola Di Stasio. —
Margherita Goberti
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