Ospedale, dai medici voti bassi ai direttori «La Regione li bocci»
Lavorano più delle 38 ore settimanali, non si sentono “gratificati” e ritengono che la direzione generale non sia attenta alle loro esigenze. Cresce per queste ragioni lo scontento tra i medici dell’ospedale Sant’Anna, uno dei maggiori policlinici dell’Emilia-Romagna. A rilevarlo è l’indagine sul “clima aziendale” realizzata dal sindacato Anaao-Assomed, in vista della fine del mandato della direzione generale, prevista per febbraio 2020. Il questionario 2019, a cui hanno partecipato il 69% degli iscritti al sindacato, restituisce un quadro di un peggioramento della situazione dei medici.
Non a caso, Anaao-Assomed aveva inviato, il 18 settembre scorso, un documento al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e all’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi, per denunciare le criticità emerse. L’indagine sul “clima aziendale”, che attua anche un confronto con i dati 2014, racconta un aumento della percentuale di medici che si dichiara non “gratificato” dal proprio lavoro (dal 73% all’87%). Cresce anche il numero dei medici impiegato più delle 38 ore settimanali e che non si sente coinvolto nelle decisioni della direzione generale: entrambe le casistiche riguardano il 90% del campione.
Per questi motivi l’88% dei medici del S. Anna andrebbe in pensione prima, se fosse possibile. Alla fine, il giudizio nei confronti dell’operato dirigenziale è basso: in una scala da zero a 10 si attesta a 3, sotto quindi il 3,6% registrato nel quinquennio precedente. E la quasi totalità degli intervistati (93%) non ha dubbi: sarebbe contrario ad un secondo mandato dell’attuale direzione generale. –
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