Campane a festa per la nuova chiesa
Posata a Ponte Rodoni la prima pietra dell’edificio L’arcivescovo Perego: questo è il giorno della risurrezione
PONTE RODONI. Suonano a festa, le campane di Ponte Rodoni. Per il momento, si tratta di quelle dei Campanari Ferraresi, arrivati per dare un tocco di solennità in più. Ma Ponte Rodoni potrà riascoltare presto le campane della propria chiesa, che dovrebbe essere pronta per la prossima Pasqua.
L’IMPEGNO
Intanto, ieri pomeriggio, quasi come un impegno preso nei confronti di tutti i fedeli della frazione, è stata posata la “prima pietra” della nuova chiesa, al termine di una cerimonia particolarmente suggestiva.
A fare gli onori di casa, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego, ed il sacerdote di Ponte Rodoni, don Mario Dalla Costa. Presenti l’assessore Francesca Piacentini e il vicario del prefetto, Vincenzo Martorano.
Una cerimonia che ha toccato il momento di maggiore solennità durante l’omelia di monsignor Perego, che parla di «una giornata di gioia, dopo la distruzione del 2012. Questo è il giorno della risurrezione, come per il mistero pasquale che celebriamo ogni domenica».
«PARTE ATTIVA»
Usa una metafora particolarmente efficace, monsignor Perego, quando parla di una chiesa edificata attorno alla “pietra angolare di Gesù” e dei tanti fedeli, che sono a loro volta “pietre viventi”. «Ognuno di noi, in nome del battesimo – ha detto l’arcivescovo – deve farsi parte attiva. Per realizzare la nuova chiesa, che è come una nuova casa, in cui sedersi con i nostri fratelli e sorelle per ascoltare la parola di Dio». Monsignor Perego lancia al tempo stesso un monito: perché la nuova chiesa significa «nuove responsabilità per ciascuno, e la missione di dover annunciare la parola del Signore».
COMUNITà UNITA
La chiesa sarà dedicata all’Assunzione di Maria Santissima. Non sarà l’unico segno della rinascita di Ponte Rodoni, dopo il terremoto. «La comunità del paese – ha detto l’assessore Francesca Piacentini – è rimasta compatta e unita, anche all’indomani della perdita della propria chiesa, quando è mancato un luogo in cui svolgere la vita liturgica della frazione. La quale riavrà presto, non soltanto la sua chiesa, ma anche il Palacinghiale, che verrà ricostruito a fianco, dopo gli eventi atmosferici che lo distrussero un anno fa».
Della nuova chiesa, che sorgerà nello stesso perimetro in cui si trovava quella del 1959, abbattuta nel dicembre del 2012, parlano nel dettaglio il progettista Antonino Persi e Paolo Mazzini, a nome dell’azienda che si sta incaricando dei lavori e che donerà gli arredi absidali. La “pianta” sarà rettangolare, con un abside che la completa. Il fronte principale è previsto a forma trapezoidale, con la copertura in legno.
I DISEGNI DEI BIMBI
Conservato all’insegna della tradizione il collegamento tra la chiesa e la canonica, mentre si realizzerà una struttura in ferro triangolare. La quale dovrà simboleggiare un campanile e che ospiterà tre campane suonate senza oscillazione. Nella prima pietra depositata sono stati inseriti i disegni dei bambini della frazione e una pergamena con le parole del vescovo Perego. L’invito ai fedeli è stato quello di essere protagonisti: dunque, per l’inaugurazione della prossima Pasqua: ognuno porterà una sedia, per rendere più accogliente la nuova chiesa. —
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