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I beni dell’antiquario ai migliori offerenti Un’asta partecipata per l’eredità Bartolucci

Giovanna Corrieri
I beni dell’antiquario ai migliori offerenti Un’asta partecipata per l’eredità Bartolucci

Ieri è stata venduta una parte del patrimonio dopo la tragedia del 2017 Nessuna richiesta per le pellicole, gare al rialzo per dischi e mobilio 

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L’epilogo

Il patrimonio della famiglia Bartolucci è stato battuto all’asta, ieri mattina nella “Sala Aste” di via Gulinelli 9. C’era tutto, le preziose pellicole cinematografiche, i manifesti pubblicitari cinematografici, i divani dell’Ottocento con motivi floreali, le librerie antiche, i tavolini e le cassapanche nelle cui riproduzioni fotografiche comparivano ancora i segni del tragico passato.

La genesi

1Quella fuliggine, in parte rimossa per mostrare ai potenziali acquirenti il valore degli arredi, risultato dell’incendio appiccato alla propria casa da Galeazzo Bartolucci nell’agosto del 2017. Tormentato proprio dalla perdita della propria casa l’antiquario, molto noto in città, tentò di distruggerla dandole fuoco e uccise la moglie, Mariella Mangolini, e il figlio Giovanni sparando loro nel sonno; una strage che vide anche la morte dello stesso Bartolucci, che si tolse la vita sparandosi a sua volta sotto i portici di Casa Cini in Boccacanale di Santo Stefano.

Asta partecipata

Nessuno dei parenti ha voluto ereditare l’immenso patrimonio dell’antiquario e così quei beni sono finiti ieri all’asta, molto partecipata e che ha richiamato molti non solo dalla provincia di Ferrara. Qualcuno, da fuori Regione, si è aggiudicato beni anche al telefono, le palette numerate non hanno fatto che alzarsi e pochissimi sono stati i beni che non hanno ricevuto offerte. Persino il lotto di borse numero 63 che partiva da una base d’asta di 50 euro, e per il quale il banditore ha dovuto spendersi, alla fine ha trovato un acquirente che si è aggiudicato il bene con un’offerta di 55 euro. Nessuna paletta si è invece alzata per il lotto 81, quelle circa 500 pellicole cinematografiche appartenute al figlio dell’antiquario, grande appassionato di cinema, per le quali si partiva da una base d’asta di 5mila euro e che rappresentavano uno dei beni più significativi dell’intero patrimonio. Più interesse ha invece riscosso il carrello contenente manifesti pubblicitari cinematografici: in questo caso si partiva da una base d’asta di 1. 200 euro e l’offerta vincente è risultata essere quella di 1. 500 euro. Di grande interesse era anche il proiettore cinematografico con lettore magnetico da 300 euro, aggiudicato alla fine per 360 euro. Ma dell’antiquariato che Bertolucci aveva aperto proprio nella sua abitazione facevano parte innumerevoli oggetti, altrettanto preziosi: strumenti musicali, mobilio ottocentesco, ceramiche, ritratti dei primi anni del Novecento; e, alcuni, hanno visto lievitare le cifre di partenza. Si tratta per esempio di una libreria policroma e dorata che partiva da una base d’asta di 50 euro e per la quale ne sono stati offerti alla fine 480; del cavallo a dondolo dei primi del Novecento, portato a casa per 100 euro (base d’asta 10 euro); diverse palette hanno cercato di aggiudicarsi le tre scatole contenenti bambole antiche e piccoli oggetti, vendute alla fine per 440 euro (base d’asta 50 euro).

Molte offerte si sono concentrate inoltre attorno alle due ceste in plastica contenenti dischi, con manifestazioni d’interesse giunte anche per telefono: l’ultima offerta è stata di 460 euro. Palette abbassate invece per gli otto bancali di libri vari che partivano da una base d’asta di 400 euro: «sono otto cassoni pieni di libri di tutti i tipi, tanti e molto belli – assicurava il banditore – peccato che li trascuriate»; e lo stesso è accaduto poi con diversi bancali contenenti vestiti e tessuti vari. Bene invece i vestiti militari, aggiudicati a 400 euro. –

Giovanna Corrieri

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