Minarelli e il Pd in emergenza: Regionali e bilancio le due sfide
Il neosegretario: noi arroganti, subito scelte dei candidati e dialogo con gli elettori Senza l’aiuto dei circoli a rischio il partito provinciale. Addio alla sede di via Frizzi
Una immersione nella «cruda realtà», ha promesso Nicola Minarelli all’inizio del suo discorso da segretario provinciale Pd fresco d’elezione. E il seguito non ha tradito la premessa, ad esempio sulle motivazioni delle disfatte di Ferrara e Copparo: «La sensazione che ho è che in larga parte siamo convinti di non aver sbagliato e che le motivazioni stiano in una congiuntura nazionale ed internazionale sfavorevole e da cittadini che non hanno capito o ancor peggio si sono fatti fregare. Con questo approccio non si va da nessuna parte (...) Ho scritto in fase di presentazione che per me una delle ragioni della sconfitta risiedeva per me nell’arroganza con cui ci siamo approcciati quando governavamo o siamo andati in campagna elettorale o comunque che abbiamo fatto percepire ai cittadini».
Cruda è anche la realtà della crisi finanziaria del partito, che ha costretto Minarelli, segretario senza stipendio, ad un appello ai circoli; l’addio a via Frizzi per insediare la sede in periferia, invece, è spiegata con motivi politici.
primi passi
Il sindaco di Portomaggiore era l’unico candidato alla successione del dimissionario Luigi Vitellio, e i voti erano già stati espressi dai 40 congressi di circolo, quindi la ratifica della sua elezione, ieri mattina al portuense circolo Olmo, con 896 voti pari al 98,6% è stata tutto tranne che una sorpresa. Non lo è, per chi lo conosce, nemmeno il linguaggio diretto con il quale è confezionata la sua relazione. «Non abbiamo un’innata propensione al cambiamento», è una delle sue affermazioni; l’altra è che con l’avvicinarci delle Regionali «siamo in una situazione emergenziale», perché «perdere la Regione significa sferrare un duro colpo al Pd nazionale e alla sua leadership, mettere a dura prova l’esperienza del governo del Paese oltre che ovviamente perdere ogni riferimento istituzionale sovraordinato».
L’obiettivo è «arrivare dunque entro non più di un mese (preferirei prima in realtà) ad aver chiuso la lista per buttarci a capofitto nella campagna elettorale». Ecco quindi la convocazione immediata, «la lettera partirà lunedì mattina», di cinque incontri intercircoli nel Medio, Alto, Basso Ferrarese, Copparese e città, a partire dal 21 ottobre, per il resoconto dell’attività svolta dai consiglieri uscenti Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, e raccogliere suggerimenti sul profilo delle candidature. Minarelli ha anticipato che «abbiamo figure importanti, capaci e rappresentative da spendere»: l’accoppiata Calvano-Zappaterra alla prova.
in prospettiva
Dal punto di vista politico il neosegretario ha fatto capire che linea di opposizione predilige, «di sicuro noi abbiamo deontologicamente un limite alla strumentalizzazione per meri fini di consenso (e su questo non dobbiamo arretrare di un millimetro), ma non possiamo neanche immaginare che opposizione costruttiva significhi supporto a chi ha responsabilità amministrative e le sta usando malamente».
C’è soprattutto la questione del «mantenimento in vita del livello provinciale di questo partito» a dettare le altre mosse di Minarelli. Lui appunto non prenderà stipendio, non verrà sostituito la funzionaria in via di pensionamento e «cambieremo sede con i tempi e modi dovuti». Addio, quindi, alla cristoforiana via Frizzi, il Pd «esce dal centro e va nelle periferie, lì dove i cittadini ci hanno detto dobbiamo essere presenti». La federazione, però, da sola non ce la farà, «i circoli comprendano la gravità della situazione e rispondano positivamente» è l’appello del neosegretario. —
Stefano Ciervo
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
