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il progetto 

Meno critiche, più idee Cittadini protagonisti con Cento Beni Comuni

Beatrice Barberini

Regole per la gestione condivisa, oggi tavolo di negoziazione Il 24 ottobre il percorso proseguirà con il laboratorio pubblico

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CENTO. Prosegue “Cento Beni Comuni”, il percorso partecipativo promosso dal Comune di Cento e finanziato dalla Regione Emilia Romagna, il cui scopo è attivare la collaborazione tra amministrazione comunale e soggetti del territorio, per scrivere insieme un Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni.

Dopo il primo evento pubblico di ispirazione è stata convocata per oggi la prima riunione del Tavolo di Negoziazione, per condividere gli input ricevuti nella serata del 27 settembre e concordare le modalità di svolgimento del “laboratorio” pubblico del 24 ottobre, durante il quale saranno sviluppati i temi di interesse pubblico sui quali concentrarsi per la redazione del futuro Regolamento, da cui scaturiranno i Patti di Collaborazione.

Esempi a confronto

Il laboratorio Cento Beni Comuni, realizzato con una modalità partecipativa, sarà l’occasione per associazioni e cittadini di immaginare azioni e progettualità, a partire dalle priorità del territorio. Un altro passo in avanti, dopo l’incontro di fine settembre aperto dall’assessore Matteo Fortini, affiancato da Sociolab, con una nutrita partecipazione di realtà associative e di singoli cittadini e una modalità attiva e partecipativa di lavoro, basata sull’alternarsi di testimonianze e discussione in piccoli gruppi dai quali sono scaturiti quesiti di approfondimento.

Riforma dei quartieri

Per l’occasione sono intervenuti, Leonardo Tedeschi (Fondazione Innovazione Urbana Bologna) che ha raccontato non solo l’esperienza di Bologna, iniziata nel 2014.

L’obiettivo, ha rimarcato Tedeschi, è quello «della semplificazione, reso necessario dalla progressiva perdita di rapporto fra l’Amministrazione Comunale e il cittadino, allontanatosi dalla presa in cura», ma anche la riforma dei quartieri, che hanno assunto un ruolo di centralità con il laboratorio di quartiere, dotato di un bilancio partecipativo per rispondere concretamente alle proposte, e le politiche collaborative dell’ufficio immaginazione civica».

Architetti di comunità

Poi con Valeria Montanari, assessora a Città collaborativa, Lavori pubblici, Partecipazione e Laboratori cittadini del Comune di Reggio Emilia, territorio diviso in 19 ambiti in cui è stata introdotta la figura comunale degli architetti di quartiere, che fra le altre cose costruiscono relazioni di comunità.

Ogni quartiere ha un proprio laboratorio in cui raccogliere criticità per poi proporre soluzioni, secondo il patto stretto. «La volontà dei cittadini è al centro e fa la differenza. Così come la fanno la fiducia e gli strumenti di pianificazione».

«Dobbiamo abbandonare il paradigma del cittadino lamentoso e sostituirla con quella del cittadino proattivo, che si fa parte diligente dei cambiamenti. I risultati sono le soluzioni concrete ai problemi», ha sottolineato infine nel suo intervento Andrea Catellani, cittadino partecipante a un laboratorio di cittadinanza. —

Beatrice Barberini

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