La Protezione Civile “entra” nelle scuole
La Protezione Civile nelle scuole, per diffondere nel modo più incisivo la cultura della sicurezza. È il tema più significativo di cui si è discusso ieri mattina alla Camera di Commercio nel corso di un convegno sul ruolo delle istituzioni e del volontariato nell’ambito, appunto, della Protezione Civile. Ad annunciare l’intenzione di istituire vere e proprie lezioni, al fine di educare le generazioni più giovani all’importanza di questo vitale settore è stato Marco Ghimenti direttore generale dei vigili del fuoco dell’Emilia-Romagna. Aperto dal prefetto Michele Campanaro, l’incontro si è avvalso dei contributi dei più qualificati esperti a livello nazionale. Che non hanno dimenticato di posizionare il focus sul caso Ferrara. Nel solo 2018, ad esempio, 400 scolari hanno partecipato a simulazioni effettuate da addetti della “Protezione”. Il Ferrarese (con i suoi 358.000 abitanti) vanta peraltro una struttura già consistente sulla quale poggia la Protezione Civile: ventiquattro associazioni di volontariato, con più di 800 volontari pronti ad intervenire in caso di calamità. Il tutto tra Ferrara e la sua provincia. Un termine, calamità, ad “ampio spettro”: alluvioni, maremoti, terremoti, incendi boschivi, frane, dissesti idrogeologici e tutto quello che può rientrare nel significato di questo sostantivo, che si abbina alla perfezione ad un’altra parola: volontariato. Il vicesindaco Nicola Lodi (che è anche assessore alla Protezione Civile, che ha la sede del suo coordinamento in via Marconi 35 e che come servizio risponde direttamente al prefetto come massimo rappresentante locale del Governo) ha ricordato che «il Comune di Ferrara è pronto sui due fronti più rilevanti, la prevenzione e l’organizzazione». Una rete di collegamenti e collaborazioni che ha iniziato ad essere intessuta nell’ormai lontano 1980 (terremoto dell’Irpinia). Ben strutturata è anche la Regione Emilia-Romagna che coordina tutti gli interventi a livello locale: quindicimila i volontari che hanno campo base nel capoluogo di regione Bologna, con oltre 400 associazioni alleate tra loro. Un sistema virtuoso in cui ognuno, ha aggiunto Ghimenti, «deve sapere cosa fare e dove farlo, ed in cui un potenziale volontario non adeguatamente qualificato può diventare un problema nel problema. Ma questo è un rischio – ha assicurato Ghimenti – che la nostra regione non corre». Sul rispetto, infine, che si deve alla natura ed all’ambiente in cui si vive, pare superfluo aggiungere altre considerazioni. Lo aveva previsto, qualche secolo fa, il filosofo inglese Francis Bacon con enunciazioni che paiono ancora oggi di straordinaria modernità: «Il dominio dell’uomo consiste solo nella conoscenza: nessuna forza può spezzare la catena delle cause naturali; la natura infatti non si vince se non ubbidendole». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
