Centro Servizi volontariato La fusione con Modena ora è diventata una realtà
l’unione
Per il Centro Servizi del volontariato (Csv) ieri è stata una giornata molto importante.
Perché in base alla Legge 117 del 3 luglio 2017 relativa al codice del terzo settore, che prevede nuovi criteri per l’accreditamento dei Csv, che siano attivi da 20 anni, si è votato per l’adesione a Modena. Uno di questi criteri, infatti, quello fondamentale per poter proseguire l’attività, è «sviluppare servizi per una popolazione di almeno 1 milione di abitanti», situazione che non si riferisce alla realtà ferrarese per cui è stato necessario l’accorpamento con un’altra città; nel nostro caso si è trattato di Modena che ha assorbito Ferrara, creando un nuovo Centro Servizi che si chiamerà Terre Estensi e sarà attivo dal primo gennaio 2020.
«Il nostro Centro – ha assicurato ieri la presidente Laura Roncagli spiegando la situazione ai numerosi soci rappresentanti le diverse associazioni che fanno rete al Csv tutte rappresentate dai propri responsabili e volontari – non cambierà sede (rimane quindi in via Ravenna 52) così come proseguiranno ad operare le Case di volontariato di Portomaggiore ed Argenta e non si fermerà neppure l’attività dei servizi di consulenza e promozione al volontariato ed alla solidarietà attraverso progetti di rette, che abbiamo svolto in questi anni. Ma dall’atto di fusione redatto dal notaio di Modena avremo – ha detto ancora la Roncagli in questo delicato momento del centro di volontariato – un nuovo Statuto, un progetto di fusione documentato e la situazione patrimoniale passerà a Modena ed infine il nuovo consiglio direttivo sarà la fusione dei due precedenti». In Emilia-Romagna, – ha proseguito – da 9 Csv si passerà dunque a quattro: il nostro Terre Estensi, Parma Piacenza e Reggio Emilia; Bologna rimarrà da sola perché autosufficiente, ed infine ci sarà un Csv Romagna con Rimini Forlì Cesena e Ravenna.
«I nostri soci – conclude la Roncagli – hanno votato alla unanimità e dunque la Legge si è immediatamente trasformata in realtà con l’accorpamento di cui si parlava poc’anzi». E quindi Ferrara e Modena sono ora una unica realtà dal punto di vista amministrativo. —
Margherita Goberti
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