La Nuova Ferrara

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Fertilità e procreazione Nuove frontiere per le coppie

Marcello Pulidori

Domani a Palazzo Bellini  un convegno nazionale Gli importanti traguardi  raggiunti dal Centro  di procreazione assistita

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Lavorano lontani dai clamori e rappresentano una realtà preziosa a livello nazionale. Parliamo dei 3 ginecologi, dei 3 biologici e delle 3 ostetriche che costituiscono le fondamenta scientifiche del Centro di procreazione medicalmente assistita, all’interno dell’Ospedale del Delta di Lagosanto.

Istituito nel gennaio 2018, il Centro è oggi una della realtà di maggiore spessore a livello sanitario italiano, con elevati standard di relazioni internazionali. Attorno a esso ruoterà il convegno nazionale in programma domani dalle 9 a Palazzo Bellini a Comacchio, che avrà come tema “Fertilità di coppia: ri-parliamone”. Ma innanzitutto, cos’è un Cpma, Centro di procreazione medicalmente assistita?

Per semplificare un tema e una materia complessi, si tratta di un centro medico in cui vengono attuate procedure e tecniche che comportano il trattamento di ovociti umani, di spermatozoi o embrioni, nell’ambito di un progetto finalizzato a realizzare una gravidanza. O ancora, per semplificare ulteriormente, la procreazione medicalmente assistita è un’area della medicina rivolta alla soluzione dei problemi di infertilità e delle difficoltà di concepimento naturale. In quasi tutto il mondo le nascite sono in calo. Il Ferrarese non fa eccezione. Peraltro l’Italia è agli ultimi posti per numero di nati tra gli Stati europei.

Il tasso di povertà in aumento in diversi Paesi del Vecchio Continente, inoltre, aggiunge incertezza alle incertezze nei potenziali genitori. Ieri ne hanno parlato nel corso di un incontro il direttore generale dell’Azienda Usl di Ferrara, Claudio Vagnini. Assieme a lui medici specialisti conosciuti e di comprovata esperienza: Fabrizio Corazza, Andrea Gallinelli, Demetrio Costantino, Antonella Beccati, Claudio Balboni e Romana Bacchi. Ma in quanti si rivolgono al Centro del “Delta”? Attualmente sono 120 le coppie in lista di attesa (ad esempio per il trattamento attraverso la fecondazione in vitro) con un buon 85% dei casi che si risolve positivamente, cioè con la procreazione. C’è un limite, però, che la scienza pone alle donne che intendono farsi assistere dal Centro di procreazione assistita: è il limite della età. Le potenziali madri non devono difatti aver superato i 46 anni. Tenendo conto, hanno ribadito gli esperti, che l’età media della puerpera è oggi in Italia di 38 anni, una età ovviamente giovane ma già piuttosto “attempata” per chi vuole un figlio. Purtroppo l’infertilità è un problema in costante aumento nei Paesi occidentali. In Italia (e il dato è riproponibile su scala nazionale) su 10 coppie il 20% (cioè una su cinque) ha difficoltà a procreare per vie naturali. Domani a Palazzo Bellini gli ulteriori approfondimenti su un tema etico di costante attualità. —



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