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Omaggio a un tifoso speciale

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lo studio

I reperti ritrovati e quelli futuri avranno una loro “casa” nei locali del museo civico-archeologico di Stellata, gestito da Gruppo Archeologico e associazione Bondeno Cultura.

Il Comune ha aderito a una convenzione con la Sovrintendenza ai Beni culturali e archeologici, che permetterà di ospitare i reperti e ha previsto anche un fondo per la gestione del patrimonio. Nello specifico, si parla degli scavi della Terramara di Pilastri, che si trova sul sito dei Verri. «Dopo il sisma gli scavi confermarono quanto già emerso nel 1989, ai tempi dei primi saggi di scavo, e questo permise il ritrovamento di uno strato archeologico che dal 2014 a oggi ha prodotto un’enorme quantità di informazioni di carattere scientifico». È stato lo stesso Daniele Biancardi (Associazione Bondeno Cultura) a illustrare lo stato di avanzamento degli scavi, che quest’anno osserveranno una fase di “quiescenza” tale da permettere l’elaborazione dei dati (e l’analisi dei materiali) raccolti. «Assieme all’Università di Padova – argomenta Biancardi – ci stiamo dedicando ora allo studio e alla catalogazione dei reperti, cui hanno partecipato in estate una quindicina tra studiosi, docenti e dottorandi», in un progetto di “summer school” fortemente voluto dal sindaco Fabio Bergamini.

«La Terramara di Pilastri risale alla fine dell’Età del Bronzo e ha riservato sorprese interessanti – conferma il sindaco –. Il ritrovamento di ambra fa pensare che sul sito si trovasse un centro rivolto a grandi scambi commerciali». Il Comune, come annunciato dall’assessore alla cultura Francesca Aria Poltronieri – ha riferito di un contributo da 2.000 euro totali (500 all’anno a partire dal 2020) per custodire e mettere in sicurezza i reperti. —

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