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Meno costi per la Bonifica L’emergenza idrica nel 2019 ha inciso meno

Gina Pietro Zerbini
Meno costi per la Bonifica L’emergenza idrica nel 2019 ha inciso meno

Il direttore del Consorzio Pianura Ferrara analizza il periodo Dopo la siccità di inizio anno, la situazione è migliorata in provincia 

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Il punto



Se la pioggia della scorsa primavera e soprattutto a maggio è stato deleteria per il turismo, almeno ha consentito di evitare un’annata di siccità che si prospettava davvero difficile. Ha salvato le campagne e i conti del Consorzio di Bonifica Pianura Ferrara

Dando un’occhiata ai prelevamenti di acqua effettuati nei principali corsi d’acqua di approvvigionamenti dal consorzio nel corso del 2019 per assicurare l’irrigazione nelle campagne ferrarese, si scorge subito che si è prelevato complessivamente meno acqua rispetto alla media degli anni passati.

Dopo un inizio di stagione che aveva fatto pensare al peggio, con una forte siccità che aveva fatto anticipare la stagione irrigua di una ventina di giorni, il 1º aprile anziché al 21 aprile, la pioggia di maggio ha bilanciato positivamente la situazione.

Il direttore

«In questo 2019 - conferma Mauro Monti, direttore del Consorzio di Bonifica - il dato è aggiornato al 30 settembre sono stati prelevati dal Po tra Pilastresi e Pontelagoscuro 156,7 milioni di metri cubi d’acqua, un dato decisamente inferiore rispetto alla media del periodo 2013-2017 con 225,7 milioni di metri cubi, sempre nei primi none mesi dell’anno. Il confronto si avvicina di più per i prelievi effettuati nel Po più a valle: Guarda, Contuga, Berra e Garbina. Il dato aggiornato al 31 agosto del 2019 vede un prelievo di 231,2 milioni di metri cubi d’acqua a fronte di una media nel periodo 2013-2017, sempre riferito ad analogo periodo gennaio-agosto di 245,3 milioni. Il motivo del maggior prelievo è motivato dal fatto che attingere in questo tratto del fiume Po è meno oneroso in termini di costi per il Consorzio e dove è possibile si cerca questa soluzione».

C’è anche il prelievo tramite il sistema Cer (Canale emiliano romagnolo) che quest’anno da gennaio a settembre è stato superiore (26 milioni di metri cubi di acqua) rispetto alla media del periodo delle annate dal 2013 al 2017 che si è attesta su 23,4 milioni. Sono dati di prelievo più contenuti perché in questi casi risulta al consorzio molto più oneroso in termini di costi di energia prelevare dal Cer».

Una stagione con minori costi quindi e si arriva ad un periodo autunnale dove le campagne hanno bisogno di molta meno acqua, salvo le grandi aziende che hanno vivai o secondi raccolti, ma la richiesta è molto inferiore agli anni passati.

Anche sul fronte della quantità d’acqua quest’anno fatte registrare in Po, dopo le secche invernali, ci sono state piene in tarda primavera con livelli ben più alti delle media degli ultimi anni. —



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