Per gli inquirenti non è mafia Ma nessuno nasconde i pericoli
Da sindaco e vicesindaco ringraziamenti alla Polizia Modonesi per il Pd: «Sui clan nigeriani anche questa volta si è parlato a sproposito»
«Non parlerò di mafia, perché non c’è», esordisce il dirigente della Mobile, Andrea Crucianelli e certo non lo fa per risponde alla politica locale. Lo fa dando conto degli atti, quelli del giudice Marini. Che puntualizza: «anche se i risultati dell’indagine non hanno consentito di giungere alla contestazione di un’associazione (a delinquere, ndr), resta la sussistenza di ipotesi d’accusa non attenuate». Ossia, resta la pericolosità di un gruppo criminale che rifornisce il mercato, ha ampie capacità di distribuire droga e una rete di protezione per evitare controlli di polizia. Procura e polizia volevano stroncare questo, mafia o non mafia, che innesca lo scontro tra amministratori e politici locali. A partire dal sindaco Alan Fabbri che giorni fa postava su Facebook «abbiamo sempre parlato di mafia nigeriana, pur destando stupore e ironia da chi ci ha preceduto». Mentre ieri, metteva la sordina alla parola mafia scomparsa dalla nota dell’amministrazione, parlando di «organizzazione criminale dedita allo spaccio», ed esprimendo «appoggio e gratitudine alla Polizia di Stato» per impegno e risultati «in zone particolarmente delicate della città, che meritano la massima cura e attenzione». Gli fa eco il vicesindaco Nicola Lodi che sottolinea «il segnale forte e chiaro che lo Stato c’è, è presente e che a Ferrara non c’è più spazio per chi delinque». Ricorda, ancora Lodi, che «di questa importante operazione vanno ringraziati Questore e Forze di Polizia, che da un anno (un anno, non in diretta Facebook, ndr) lavorano per ottenere questi risultati» ed invia loro «sentite congratulazioni». Ringraziamenti condivisi – solo questi – dal Partito Democratico per conto del capogruppo Aldo Modonesi che analizza, criticando l’amministrazione che lo spaccio di droga si contrasta «con interventi pensati e portati avanti nel tempo: con agenti sotto copertura, intercettazioni, telecamere nascoste, più forze dell’ordine e non con meno panchine». Modonesi rammenta che «anche questa volta c’è stato chi ha parlato di mafia nigeriana a sproposito», avendo un ruolo pubblico (vicesindaco Lodi) e «se lo fa per lanciare notizie bomba sbaglia due volte». Ribadisce che gli unici titolati a parlare di mafia nigeriana sono gli inquirenti che l’hanno smentita e il che naturalmente non vuol dire che non ci sia una rete dedita allo spaccio». Sulla “mafia nigeriana”, poi, dal novembre 2018, la senatrice Paola Boldrini interpellò l’allora ministro Salvini senza mai averne risposta «anche se Salvini nei comizi a Ferrara ne ha parlato abbondantemente». Ultimo ma non ultimo, Modonesi si sofferma sull’arresto di un capo dello spaccio a Ponte (John Echenede) avvenuto in via Ricostruzione 88, a Ponte nell’appartamento di proprietà dell’ex consigliere Rendine: «appartamento che nei mesi scorsi, anche a seguito di segnalazioni di cittadini e nostre interrogazioni, era stato oggetto di altre operazioni di polizia». –
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