Una chiesa di lacrime per la prof dell’Ariosto «Sei stata un esempio»
L’addio a Maria Letizia Azzalli tra parenti, colleghi e studenti Il dolore composto del marito funzionario alla Vm Motori
La chiesa di Polesella stipata, le lacrime dei tanti che ieri hanno voluto salutare per l’ultima volta la “loro” professoressa, Maria Letizia Azzalli l’insegnante di inglese deceduta domenica mattina nella clinica milanese dove era ricoverata.
la malattia
Malgrado il lavoro encomiabile di medici e familiari, la gravissima malattia ha avuto il sopravvento. Alle 15,30 davanti al piccolo sagrato si è già radunata una grande folla. Sono decine e decine le persone che cercano le mani e l’abbraccio del marito, Guido Talassi. Vicino a lui anche alcuni colleghi della Vm Motori di Cento, la fabbrica in cui Guido lavora da anni come esperto nel settore dello sviluppo motori. Il parroco di Polesella, don Umberto Rizzi, ci mette poco, nella sua toccante omelia, a fare capire anche a chi non la conosceva chi era Maria Letizia: «È stata un esempio di valori e di rettitudine. Poco tempo fa – ha svelato il parroco – Maria Letizia mi aveva telefonato, voleva incontrarmi per riflettere assieme a me sul suo percorso di cura ma anche sul suo percorso di fede. Era una donna profonda, con un animo di rara sensibilità – ha detto ancora don Umberto, commosso – e questo è il dono che ci lascia». Una corona di fiori con, scritto in stampatello, “I tuoi ragazzi”; gli altri parenti più stretti uniti nel dolore del marito, e poi i colleghi, gli studenti, gli amici.
Quella di Maria Letizia era una umanità contagiosa come hanno detto anche alcuni colleghi del liceo Ariosto, l’ultimo tappa della sua vita professionale .
hA saputo unire
«Maria Letizia – bene ha colto il significato di questa cerimonia funebre lo stesso parroco – è riuscita a riunire tutti noi». Lei (nata a Ferrara) e Guido abitavano da tempo a Polesella. Per vent’anni Maria Letizia aveva insegnato nel Veneto: Villanova del Ghebbo, Fratta Polesine, Stienta, Castelnovo Bariano, e poi Trecenta ed altri piccoli e grandi borghi. Sempre presente, puntuale. L’ultimoCon il suo grande bagaglio culturale che è stato il filo conduttore della vocazione di docente. Rigorosa. Malgrado le doti che le erano riconosciute, nessuno, raccontava ieri un suo alunno, l’aveva mai sentita urlare, arrabbiarsi. Ma proprio per questo ha saputo conquistare la stima di tutti. —
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