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In via modena 

Aggirato l’ordine di chiusura dell'ex DVerso, e nel “nuovo” club subito una rissa

Aggirato l’ordine di chiusura dell'ex DVerso,  e nel “nuovo” club subito una rissa

Al posto del vecchio locale, già chiuso più volte per problemi di ordine pubblico,  è comparso un circolo privato, teatro del pestaggio di alcune ragazze. In arrivo sanzioni e nuove regole. E cresce la protesta dei cittadini della zona contro il locale

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Il video ritrae per alcuni minuti uomini di colore che picchiano alcune ragazze subito fuori da un circolo privato. Quelle immagini sono state riprese da una telecamera installata dal Comune in via Modena e dall’altra sera scorrono sul web in un video postato dal vicesindaco Nicola Lodi all’interno di una delle sue pagine Facebook. Ma sono state visionate anche in questura e potrebbero portare alla chiusura del locale per un lungo periodo di tempo, tenendo conto della durezza e del rigore con cui sono stati sanzionate ultimamente attività commerciali che non avevano rispettato le prescrizioni del Testo unico di pubblica sicurezza. E la vicenda fa emergere un particolare sconcertante di come possono essere aggirate le normative.

Il “contenitore” è infatti lo stesso che in varie occasioni, negli ultimi decenni, è stato al centro delle proteste dei residenti ed è stato più volte colpito da provvedimenti sanzionatori dopo aver assunto diverse denominazioni e configurazioni commerciali (locale pubblico, circolo privato etc.). In una delle ultime versioni, come D-verso, aveva subìto l’imposizione di due mesi di chiusura. Ma alla fine della scorsa settimana ha riaperto i battenti con un nome diverso, come circolo privato, e l’ordinanza di chiusura è stata invalidata. La liberalizzazione delle licenze commerciali ha consentito in quella stessa sede l’apertura di una nuova attività, gestita da una cittadina straniera, che dopo un paio di giorni è stata teatro di quel pestaggio ai danni di ragazze in vestiti assenti o succinti.

La questione posta dalla normativa che ha semplificato la procedura di avvio delle attività commerciali (si può aprire inviando una semplice autocertificazione al Comune) è ora sul tavolo di Palazzo municipale. «L’edificio che ospita quell’attività - ci risulta - potrebbe avere problemi con le norme di sicurezza se utilizzato per accogliere un’utenza più o meno numerosa - ha affermato il vicesindaco Nicola Lodi - Stiamo quindi ipotizzando misure che impedirebbero preventivamente l’apertura in ambienti che non risultano a norma bloccando la possibilità di autocertificazione. Verificheremo cosa si può fare con una apposita riunione». —

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