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Agricoltore tradito dal trattore «Lo aveva usato tutta una vita»

Katia Romagnoli
Agricoltore tradito dal trattore «Lo aveva usato tutta una vita»

La comunità si è stretta attorno ai familiari dell’83enne morto giovedì mattina Il ricordo degli amici: «Una persona schiva ma generosa, amava la sua famiglia»

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VACCOLINO. Non saranno eseguiti prima della prossima settimana gli accertamenti autoptici sul corpo di Cateno Perri, l’uomo di 83 anni morto giovedì mattina, nel podere di sua proprietà, dopo esser rimasto schiacciato dal trattore che stava guidando.

la dinamica

La Medicina del lavoro di Ferrara è chiamata a svolgere un complesso lavoro di ricostruzione della dinamica di quanto è accaduto tra le 7. 30 e le 8. 15 dell’altro ieri, ossia da quando il pensionato, proprietario di un appezzamento di terreno di circa 3 ettari di fianco alla farmacia di Vaccolino, è uscito di casa, sino all’ora in cui è stato rinvenuto dalla moglie Michela, purtroppo ormai privo di vita. La donna, dopo aver chiesto aiuto nel vicino bar “Km 39” è corsa insieme alla barista, Morena Biolcati Rinaldi - peraltro titolare del bar -, e ad un cliente, sul luogo in cui è stato individuato il marito in una pozza di sangue. I segni dei copertoni del trattore, che aveva anche il frangizolle al traino, non lascerebbero al momento dubbi riguardo alla ipotesi dello schiacciamento. Resta da capire se l’uomo sia scivolato o caduto dal trattore o, come sia più probabile, abbia voluto scendere spontaneamente, dopo aver urtato un palo del telefono.

«Da qualche tempo – racconta un vicino di casa, Simone Rossi –, aveva difficoltà a camminare e si trascinava una gamba. Camminava con il bastone. Aveva smesso da anni di coltivare il suo terreno, però lo teneva sempre pulito e curato. Ultimamente andavo io a tagliare l’erba nel suo cortile e anche davanti al cancello, perché lui era anziano e non era più in grado di farlo».

A Vaccolino, Cateno Perri è conosciuto e ricordato da tutti come un uomo dedito esclusivamente al lavoro e alla famiglia. Anche Mario, nome con cui si fa chiamare il barista cinese, gestore del bar “Un raggio di sole”, ricorda Perri come «un uomo riservato, schivo, che faticava a camminare e veniva al bar in macchina, anche solo per pochi metri da percorrere, perché non riusciva più a girare in bicicletta ed a piedi non si azzardava, perché la Romea è un strada troppo pericolosa. Infatti – ha aggiunto il barista –, frequentava il mio bar solo in estate, mentre in inverno andava a trovare gli amici nell’altro bar, quello più vicino a casa».

Queste sono ore di attesa - prima del riconoscimento e dell’autopsia -, per la moglie Michela, che l’ex agricoltore, originario di Enna, aveva conosciuto da emigrante in Germania quasi mezzo secolo fa. A Gherardi vive la figlia più giovane della coppia, mentre a Milano risiede il figlio Angelo, di professione portalettere.

lo strazio della moglie

«La moglie di Cateno non era mai entrata prima di ieri mattina nel nostro bar – afferma ancora Morena Biolcati Rinaldi, titolare del bar Km 39 di Vaccolino – e lo ha fatto solo per gridare aiuto e chiederci di chiamare il 118, dato che il giorno prima le avevano portato via da casa la borsetta con il cellulare all’interno. A noi ha riferito che Cateno era uscito con il trattore per vedere se la borsa fosse stata gettata via dopo il furto e, invece, è successa una disgrazia». —

Katia Romagnoli

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