Camera di commercio Fronte anti-fusione “forzata” dal governo
Senza “nozze” con Ravenna si rischia il commissariamento Dopo la Regione si schiera la Cna: noi piccoli ma virtuosi
Si amplia il fronte contro la fusione forzate delle Camere di commercio più piccole, previsto da un emendamento del governo giallorosso (per ora solo congelato) che riattiva la legge del 2016. Ferrara, in caso di approvazione, rischia di trovarsi ancora all’altare delle nozze forzate con Ravenna, che facendo leva sulle maggiori dimensioni aveva a suo tempo preso il sopravvento nella nomina del presidente e nell’indicazione della sede.
Dopo la presa di posizione della Regione, che ha concesso la sospensione della fusione e ha visto il Consiglio regionale esprimersi unanimemente in favore di nozze solo volontarie, l’allarme è stato rilanciato dalla Cna. Si fa ancora riferimento al testo dell’emendamento, «i procedimenti di accorpamento in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione si concludono con l’insediamento degli organi della nuova camera di commercio entro e non oltre il termine del 31 marzo 2020. Decorso tale termine, gli organi delle camere di commercio che non hanno completato il processo di accorpamento, ad esclusione del collegio dei revisori dei conti, decadono dal quarantacinquesimo giorno successivo al termine di cui al presente comma e il Ministro delle sviluppo economico, sentita la Regione interessata, nomina con proprio decreto un commissario straordinario per le camere coinvolte». Per il presidente degli artigiani di via Caldirolo, Davide Bellotti, il commissariamento inserito in una legge «magari votata a fiducia», sarebbe un «bruttissimo biglietto da visita per il governo».
Il problema è «causato da una incongrue legge che appiattisce i territori in base alla grandezza, rendendo virtuosi i grandi ed eliminando i piccoli senza guardare i dati che alla gente interessano», compresa l’efficienza e i bassi costi, insiste Bellotti. La commissione Politiche economiche del Consiglio regionale ha già preso posizione contro questo emendamento, votando una risoluzione. Anche il Consiglio comunale si era espresso contro la fusione. Resta il rischio di «giochi di palazzo» tuona la Cna, per la quale la fusione forzata sarebbe vissuta «come l’ennesimo sfregio alla comunità». —
S.C.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
