Mattarelli (piccoli azionisti) invoca la presenza di Bankitalia
L’associazione dei soci chiede anzitutto una parola chiara sull’effettivo valore delle azioni. Contri (FI): ora spiegazioni approfondite e confronto
le reazioni
Sull’esito della vicenda Bps–Caricento non mancano le prese di posizione a Cento. Non fa sconti il capogruppo Diego Contri (Gruppo Misto-Fi): «Ricordo l’arroganza con cui mi è stata negata la richiesta di incontro con la Fondazione Caricento da me presentata un anno fa per condividere una scelta che avrebbe cambiato la nostra città per sempre. In pochi hanno deciso del patrimonio di molti altri, senza aver reso partecipe il tessuto socio economico e politico del territorio. Ora la colpa e la responsabilità sono esclusivamente di chi ha voluto decidere di propria iniziativa. Cento si è svegliata più povera e la banca si trova in un territorio inesplorato. Diventa obbligatorio un confronto, servono spiegazioni approfondite. È indubbio che questa situazione è rimasta in stallo troppo tempo, e oggi “si scopre” che sfuggita di mano. I brindisi anticipati e i pizzoccheri che troppo presto qualcuno voleva mangiare, alla fine sono diventati indigesti».
Da Contri, poi l’inevitabile domanda: «L’affondamento di quest’operazione si tradurrà in un grande problema per la città. Chi ripaga i soci dei danni? Due anni di costi, due anni di assenza di strategia, due anni in cui Popsondrio ha avuto la possibilità di venire a conoscenza di tutte le situazioni patrimoniali della Caricento. E la cosa più assurda? Oggi ci troviamo un presidente di Sondrio».
Tutto da vedere cosa succederà ora, se Bankitalia interverrà con una ispezione approfondita per capire le motivazioni del naufragio della operazione, oppure se Fondazione e Caricento cercheranno un nuovo percorso, che potrebbe passare anche per le autorità monetarie.
l’associazione
Sul futuro della banca, tante incertezze quindi, ma anche voci di corridoio che mormorano di altre banche interessate all’acquisto, come Cassa di risparmio di Ravenna o Bper. «Come Piccoli azionisti – interviene il presidente dell’associazione e capogruppo in consiglio Marco Mattarelli (Libertà per Cento) – eravamo gli unici ad appoggiare la Fondazione nella operazione di vendita a Sondrio. Ma il fatto che l’operazione oggi sia sfumata, dimostra quanto sostengo da tempo: la classe dirigente della Fondazione e della Caricento Spa è insufficiente ed inadeguata. Come inadeguata si è dimostrata la classe imprenditoriale di questa città, concentrata sugli affari di cortile. Nell’interesse dei risparmiatori e dei piccoli azionisti, riteniamo ad oggi di essere tutelati, oltre ad evidenziare una necessaria e definitiva chiarificazione sull’effettivo valore delle azioni e della banca. Ancor di più serve una maggiore tutela, che non può certo venire dalla dirigenza attuale, ma deriva solo dalla presenza della Banca d’Italia». —
Beatrice Barberini
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