Avis, la carica dei donatori Il valore della solidarietà
Premiati i volontari tra questi anche otto che hanno dato il sangue 120 volte Il rammarico di chi compirà 70 anni e non potrà più donare per i limiti di età
Si è conclusa ieri la due giorni dove l’Avis è stata indiscussa protagonista. Venerdì la grande inaugurazione con tanto di Banda ma soprattutto con la presenza dell’arcivescovo Gian Carlo Perego che ha benedetto la nuova sede associativa dell’Avis Comunale che diventerà un punto di incontro per i soci e per chiunque voglia informazioni sul donare sangue e quella di tutte le autorità militari e civili della città. Grande la soddisfazione soprattutto da parte del presidente Sergio Mazzini che ha sottolineato i 52 anni dalla fondazione dell’Avis Comunale di Ferrara e l’importanza di questo luogo accogliente e familiare.
I donatori
Ieri invece è stato il giorno dei donatori, quasi 600 persone che hanno dato il loro sangue in modo generoso ed altruistico per chi ne ha bisogno. La grande famiglia dell’Avis si è ritrovata fin dal primo pomeriggio presso il Centro di raccolta di corso Giovecca per poi procedere in corteo lungo le vie cittadine preceduti dalla Banda Filarmonica di Cona e dagli sbandieratori e musici del rione di Santo Spirito. Come è tradizione prima di assistere alla messa officiata dall’arcivescovo Gian Carlo Perego nella chiesa di Santo Stefano, sono state deposte le corone d’alloro alla Via Donatori di sangue ed al monumenti ai caduti.
Alle 17 tutta la Sala consigliare del Comune di Ferrara era gremita di autorità che si sono complimentate con i donatori, mettendo in risalto il valore umano del loro gesto e della sempre attuale necessità del sangue. I primi ad essere premiati con un distintivo in rame, sono stati quelli con 8 donazioni , poi si è passati a 16 donazioni ricevendo un distintivo d’argento, a 24 donazioni e 10 anni di iscrizione oppure 36 donazioni con distintivo in argento dorato, con 40 donazioni e 20 anni di iscrizione oppure 50 donazioni con un distintivo in oro , 60 donazioni e 30 anni di iscrizione oppure 75 donazioni con un distintivo in oro con rubino, 80 donazioni e 40 anni di iscrizione oppure 100 donazioni con distintivo in oro e smeraldo ed infine il top con 120 donazioni con distintivo in oro con diamante.
Il racconto
Solo otto i donatori giunti ad un traguardo tanto ragguardevole e tra questi Giovanni Carletti che ha il rammarico di essere quasi giunto al capolinea. Infatti compirà 70 anni il prossimo giugno e per legge non potrà più donare.
«Andrò al Centro dove mi sembra di essere a casa mia, in dicembre – ha raccontato – poi spero di arrivare a giugno per l’ultima donazione. Ho iniziato tardi mentre ero dipendente delle Poste con il Dopolavoro, coinvolto da un collega ; avevo 36 anni ma sono molto felice di aver fatto qualcosa per chi ne aveva bisogno e quando mia madre recentemente ha avuto bisogno di sangue ho capito ancor più cosa significhi donare».
La giornata del donatore si è quindi conclusa con una serata danzate al Centro Sociale Il Quadrifoglio di Pontelagoscuro. —
Margherita Goberti
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