«Irregolari i cartelli di divieto alle bici» La denuncia della Fiab
Giubelli: Lodi aveva detto di toglierli ma sono ancora lì La sicurezza su due ruote si misura anche su queste cose
«Quei cartelli di divieto a chi va in bici vanno rimossi».
Un gruppo di attivisti della Fiab, la federazione italiana ambiente e bicicletta, ha manifestato con un flash mob ieri pomeriggio in via Giovanni XXIII dove da luglio sono comparsi dei cartelli di divieto di transito con la bicicletta.
«La mobilità urbana sicura per tutti gli utenti - dichiara Giuliano Giubelli, consigliere nazionale della Fiab - non si misura solamente con i chilometri di ciclabili, sicuramente fattore importante ma non più esauriente, ma si misura con la “ciclabilità” della sua rete viaria urbana. Eravamo a luglio quando improvvisamente sono comparsi in via Giovanni XXIII segnali stradali di divieto al transito delle biciclette, nella corsia bus e taxi in direzione centro città. Fino a quel momento la corsia era riservata a bus e bici; una grattatina all’asfalto per cancellare il disegno della bici, un cartello di divieto e il gioco è fatto. E i ciclisti dove vanno? Attraversano la strada (un tantino pericolosa) e prendono una ciclopedonale ricca di strettoie, passi carrabili e pedoni».
La denuncia
Fiab Ferrara ha da subito denunciato questo intervento penalizzante per chi sceglie la mobilità attiva, al punto che lo stesso assessore Nicola Lodi ha manifestato, anche recentemente, la volontà di togliere il divieto. Inoltre Fiab ricorda che il codice della strada, articolo 182 dice che in presenza di ciclopedonale, il ciclista “può” e non “deve” utilizzare questo percorso. Le persone che scelgono di muoversi in bicicletta non hanno l’obbligo di utilizzare un percorso ciclopedonale, infatti il codice impone alle biciclette di “transitare sulle piste loro riservate solo quando esistono”. Pertanto, si sottolinea così che un percorso ciclopedonale non è una pista riservata ma per l’appunto un percorso promiscuo e quindi “non riservato”. La persona in bicicletta non è obbligata a immettersi nella ciclopedonale, quindi può con il suo veicolo a due ruote transitare per strada come gli altri veicoli. Ma qui siamo in presenza di un cartello che vieta il transito in corsia preferenziale, e quindi le bici andranno nella corsia delle auto.
Via Zanardi
Fiab ritiene che questo intervento, come il cordolo pedonale della vicina via don Zanardi abbiano urgente bisogno di essere rivisti. «Occorre togliere subito il pericolosissimo cordolo, eliminare qualche parcheggio e fare un doppio senso ciclabile e la via è già zona 30». —
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