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Domani incontro post-sondrio 

Fondazione Caricento tensione sulle nomine

Stefano Ciervo
Fondazione Caricento tensione sulle nomine

Suscita dubbi la bozza di regolamento fatta circolare dalla presidenza in proroga Nel mirino il giudizio di eleggibilità sui consiglieri riservato al Cda in scadenza

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Il futuro della Cassa di Risparmio di Cento dopo l’addio al progetto di fusione con PopSondrio si decide su due tavoli. In attesa di capire se il Consiglio di amministrazione in carica decadrà, in virtù delle attese dimissioni dei due membri valtellinesi e della conseguente discesa al di sotto della linea di maggioranza del numero di consiglieri eletti direttamente dall’assemblea (già due cooptazione su sette), il focus si concentra sulla Fondazione. Tra questa sera e domani pomeriggio, quando è convocato il Consiglio d’indirizzo, è infatti previsto il confronto, che si preannuncia duro, tra il presidente in proroga Cristiana Fantozzi, con l’intero Cda, e la parte del Consiglio d’indirizzo da tempo in aperta polemica con le modalità di gestione della trattativa per la fusione bancaria. Il casus belli è il nuovo Regolamento per le nomine, la cui bozza è stata recapitata da Fantozzi direttamente ai consiglieri d’indirizzo alla fine della scorsa settimana, e che dovrebbe alla fine influire sull’indicazione dei nuovi amministratori della banca, quelli che in caso appunto di scioglimento dell’attuale Cda dovranno definire la linea della banca post-Bps.

“visto” indigesto

Il compito di definire il nuovo regolamento ha consentito a Fantozzi e agli altri amministratori di restare in carica dopo la scadenza del loro mandato, nel luglio scorso, seguendo così tutte le fasi della trattativa con PopSondrio. La bozza, redatta sulla base delle indicazioni del protocollo Acri-Mef, prevede una consistente quota di genere, un terzo dei componenti dei vari organi, e articola in maniera minuziosa il percorso di definizione delle candidature. C’è in particolare un passaggio della bozza ad aver seminato dubbi nel Consiglio d’indirizzo, ed è quello relativo al giudizio di eleggibilità dei singoli candidati al Cda affidato al consiglio di amministrazione uscente. Lo scenario che vede Fantozzi e gli altri consiglieri in proroga avere voce in capitolo sul nuovo assetto del Cda, che potrebbe avere appunto come primo compito la designazione dei nuovi vertici della banca, appare indigesto a molti, in Fondazione.

In queste ore sono in corso contatti e tentativi di mediazione, domani pomeriggio potrebbe andare in scena uno scontro aperto oppure una uscita “morbida” dei vecchi consiglieri, in modo da lasciare campo libero per impostare il futuro a chi non è stato coinvolto nella trattativa con Sondrio.

La lettura controluce delle motivazioni ufficiali del diniego della Bce alle nozze tra centesi e lombardi, tra l’altro, lascia trasparire un’accentuata attenzione della vigilanza europea sui fondamentali patrimoniali delle principali banche italiane, che può rendere più “costose” le operazioni di fusione.

Fare da soli

Sembra insomma difficile che per Caricento si possa già individuare un’ipotesi di alleanza sostitutiva a Sondrio, e quindi la banca dovrà concentrarsi sul Piano industriale già annunciato, basato sull’autonomia operativa. Gioverebbe una sintonia totale con l’azionista di maggioranza. —

Stefano Ciervo

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