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A processo per le botte La vittima sarà ascoltata

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Copparo. Un unico, violentissimo episodio, culminato nelle botte selvagge subìte dalla vittima, o un lento stillicidio di angherie domestiche? A questa domanda cerca risposte il tribunale di Ferrara, chiamato a processare il 43enne moldavo arrestato la settimana scorsa dai carabinieri per aver picchiato la compagna fino a farla finire all’ospedale. L’udienza di ieri davanti al giudice Franceschelli e al pm Antinori, è stata però rinviata subito al 24 ottobre, proprio per poter ascoltare la donna e valutare se contestare all’imputato anche l’accusa di maltrattamenti in famiglia, che presuppone una serie di episodi di abusi e violenze. Su questo aspetto sarà sentita la vittima.

L’uomo, che ora si trova ai domiciliari, deve comunque rispondere di lesioni gravi per i traumi e le ferite procurati alla compagna mentre era in fortissimo stato di alterazione alcolica. La donna, una moldava di 44 anni che lavora come badante, all’arrivo dei soccorritori e dei carabinieri era in uno stato spaventoso: nell’appartamento c’era sangue ovunque, sul letto, sul pavimento, sulla finestra fino alle pareti. A terra c’era la donna con il volto completamente insanguinato, che faceva fatica a parlare ma è stata comunque in grado di dire che il suo compagno l’aveva picchiata selvaggiamente. Le condizioni della vittima avevano fatto scattare inizialmente l’accusa di tentato omicidio, poi rivalutata in quella di lesioni gravi. In ogni caso, l’ennesimo caso di violenza sulle donne, e ancora una volta tra le mura di casa. —

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