La Nuova Ferrara

Ferrara

«Contro i trafficanti a tutela dei ferraresi Con le nostre indagini più sicurezza in città»

Daniele Predieri

Il questore Pallini dopo il blitz antidroga e gli arresti dei nigeriani «Mafia vuol dire omertà e intimidazione, da noi non ci sono segnali» 

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Il colloquio

«Abbiamo mandato un segnale a chi delinque in città, al gruppo di persone (45 nigeriani indagati, ndr) individuato dall’ultima nostra indagine e anche un messaggio ai ferraresi che si sentano più tutelati: attività di polizia come questa vanno fatte bene, non pretendendo il tutto e subito e senza far gara a chi arriva prima».

Il questore Gian Carlo Pallini parla alla città, accetta di farlo alla vigilia di un convegno (vedi box a parte) su droghe e dipendenze e per farlo, però, deve partire dall’attualità, l’indagine Wall Street che ha smantellato un gruppo criminale di nigeriani e il traffico di droga che gestiva: quanto potranno influire i risultati della maxi operazione nel panorama cittadino dello spaccio?

Una Lunga guerra

«Non mi dilungo sugli aspetti giudiziari investigativi che sono già stati approfonditi: posso dire che questo è un punto intermedio tra una battaglia e una guerra di lunga durata. Non ci illudiamo, ma possiamo dire di aver assestato un bel colpo (i vertici tutti arrestati, ndr) e me ne aspetto altri nei prossimi mesi. Vorrei però sottolineare che questa attività è stata possibile con più forze in campo, da soli non si fa nulla: abbiamo trovato strumenti e risorse nuove (la collaborazione con lo Sco, Servizio centrale operativo e la Dcsa, direzione centrale antidroga di Roma, ndr) per contrastare questa criminalità».

È stata anche la risposta dello Stato contro la “colonizzazione” di un pezzo della città, i giardini del Grattacielo, un’indagine durata un anno e mezzo che mette in luce la difficoltà di queste indagini nel ripristinare la normalità. «Non parlerei di normalità, troppo generico: la nostra risposta è di carattere più ampio per assicurare sicurezza e tranquillità. Il nostro dovere è quello di contrastare gruppi criminali che monopolizzano un luogo: noi, Polizia, autorità comunali e le altre forze dobbiamo lavorare per riconsegnare questi ambienti cittadini ai ferraresi, alle persone oneste».

Vendevano ai 15enni

Spacciatori che vendevano di tutto e di più: anche a 15enni. «Siamo davanti a personaggi che non si fanno scrupoli, che certo non guardano all’età di chi compra, che lucrano sulle fragilità dei più giovani che sono le prime vittime come si vede in tante altre situazioni in cui giovani hanno comportamenti di cui pagano gravi conseguenze».

Criminali senza scrupoli che si muovevano dentro una organizzazione: è pur vero che non possiamo parlare di “mafia nigeriana” – ieri e oggi nessun riscontro investigativo permette di affermarlo – ma questo gruppo smantellato era più che pericoloso. «Non c’è dubbio, visti i comportamenti e ciò che abbiamo scoperto. Ma parlare di mafia...Sono arrivato due anni fa a Ferrara, e fu questa la prima domanda. Nell’ultima operazione abbiamo individuato tante persone che distribuiscono droga, la prendono da un corriere, pur non facendo parte di una associazione. Il termine mafia va usato adeguatamente, perché un termine forte: significa omertà, intimidazione, assoggettamento in un territorio e al momento non ci sono segnali di questo, grazie anche ai nostri controlli: 116 servizi straordinari i in zona Gad, più di 4. 000 persone verificate, decine e decine di provvedimenti (fogli di via e altro), attività che impediscono radicamenti sul territorio e finora ci siamo riusciti».

Prevenire vuol dire...

Dalla repressione alla prevenzione: domani in un convengo voluto dalla Polizia si parlerà di prevenzione e altro: dipendenze non solo da droghe, anche da alcol. «Parlare di prevenzione significa mettere in campo tutto ciò che si può fare per evitare che si commetta un reato o che le persone ne restino vittima. Prevenire vuol dire far capire ai criminali, come accaduto nell’operazione conclusa, che se tentano di sviare i controlli noi cerchiamo di essere più furbi e trovare un modo per contrastarli: per farlo occorre essere al passo di questi soggetti, altrimenti restiamo perdenti».

Prevenire, però, significa anche cercare collaborazione. «Certo, la sicurezza di una città si ottiene anche attraverso la osservazione e i cittadini possono esserci d’aiuto, dare segnali, come hanno fatto nell’operazione antidroga al Grattacielo e li ringraziamo: da sempre diciamo “aprite gli occhi e guardatevi attorno”».

Confrontarsi e parlare

Poi, però occorre sensibilizzare, confrontarsi, parlare. «Noi diamo il nostro contributo accanto a quello di tante altre realtà, tutti insieme, i protagonismi non servono. Da qui la sensibilizzazione e il convegno di domani (oggi, ndr) va in questa direzione con Università, scuole, sanità».

Nelle scuole siete impegnati da tempo e anche quest’anno continuerete gli incontri. «Potenzieremo i nostri interventi negli istituti scolastici, c’è collaborazione con i dirigenti: ci chiamano e andiamo a sensibilizzare i giovani. Tocchiamo tanti problemi, soprattutto quello dell’abuso di alcol».

Alcol, danni devastanti

Anche questa è una emergenza in città, visti i locali che continuano a fare i furbetti e che voi chiudete. «Ad oggi 22 chiusure di locali grazie ad una attività con carabinieri e polizia municipale: l’interesse comune è quello di individuare il locale non in regola nel più breve tempo possibile. Ma qui occorre fare un discorso diverso dalla droga: ai ragazzi sembra non faccia male una bevuta, ci cascano tanti, c’è una più bassa attenzione, perché considerano inoffensivi i danni che, non solo quando guidano, sono devastanti: occorre educazione e sensibilizzazione, l’alcol è davvero un problema più grande della droga». –

Daniele Predieri

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