Carice alla ricerca di un nuovo presidente Fondazione, rush per sbloccare le nomine
Dimissioni del lombardo Morelli, banca pienamente operativa ma in attesa delle mosse dell’azionista di maggioranza
In una giornata davvero insolita non solo per Cento, con le riunioni contemporanee del Cda della banca e del Consiglio d’indirizzo della Fondazione, fatica a decollare per Caricento l’era post-Sondrio. Qualche passaggio accidentato s’incontra, in questa fase di transizione, soprattutto ai vertici dell’azionista di maggioranza, e la strada che dovrebbe condurre nelle prossime settimane ad una governance nuova di zecca e al Piano industriale di sviluppo autonomo per la banca non è ancora spianata. Una delle incognite riguarda la posizione degli organi di controllo, cioè Bankitalia per la spa e il Ministero delle Finanze per la Fondazione, che potrebbero intervenire in caso verificassero una situazione di stallo in particolare per quanto riguarda la piena operatività degli organi societari.
partita doppia
Il Consiglio d’indirizzo della Fondazione non ha infatti approvato la bozza di Regolamento per le nomine predisposta dai consulenti del presidente in proroga, Cristiana Fantozzi, per via delle osservazioni di diversi membri sui tempi tecnici di trasmissione del documento, troppo a ridosso della discussione, e del mancato passaggio alla commissione regolamento. Non sono emersi ufficialmente i malumori per alcuni articoli del regolamento, in particolare quello che attribuisce al Cda in scadenza il potere di esprimersi sulla eleggibilità dei candidati amministratori, ma la mossa è funzionale appunto alla parziale riscrittura del testo, che andrà fatta entro il 28 ottobre. Dalla stessa componente del Consiglio di amministrazione è arrivata la richiesta, solo verbale in quanto non era prevista all’ordine del giorno, di convocare al più presto una nuova sessione per eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione. Fantozzi sembra orientata a rivolgersi all’organo di controllo, appunto il ministero, per capire come comportarsi: le mosse governative dipenderanno dalla capacità dei centesi di uscire dall’impasse sulla governance, oltre che dal quadro che dipingerà la stessa presidente.
Tocca peraltro al Cda della Fondazione indicare i nomi dei consiglieri di amministrazione della banca, a partire dal presidente, ma la condizione di proroga nella quale si trova l’attuale organo rende accidentato questo percorso. La strada maestra sarebbe dunque quella emersa ieri in Consiglio d’indirizzo, cioè l’elezione di un nuovo consiglio con pieni poteri: la stessa Fantozzi, che aveva puntato tutto sulla fusione con PopSondrio, avrebbe la possibilità di ripresentarsi, dall’altra parte è presumibile venga riproposta in parte la lista bloccata a luglio dal ministero, per questioni legate ad una non equilibrata rappresentanza di genere, prevista ora dal regolamento in discussione. A capo di quella lista c’era Andrea Giberti, amministratore di Chemia, che potrebbe proporsi ora come presidente.
banca in attesa
Non può che mettersi in posizione di attesa la spa, che ieri ha perso per dimissioni i due consiglieri nominati da Sondrio, tra i quali anche il presidente Annibale Morelli. Il numero minimo di componenti del Cda è sette, per reintegrarlo sono previsti tempi tecnici e il vice Mauro Manuzzi non può essere “promosso”. Non ci sono in gioco deleghe operative, per cui l’operatività della banca va avanti senza intoppi, ma certo per ripartire appieno con il Piano industriale c’è bisogno di una governance nel pieno dei suoi poteri.
In tutto questo bisogna capire che ruolo giocherà Banca d’Italia. La “missione” del sindaco di Cento, Fabrizio Toselli, oggi pomeriggio dal direttore di Bankitalia di Bologna, è appunto mirata a ottenere chiarimenti in merito. È chiaro che l’addio a PopSondrio prevede di reimpostare le strategie, non solo commerciali, della spa. —
Stefano Ciervo
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