Igor il killer nell'aula del tribunale a Ferrara, processo in febbraio
E' accusato delle rapine violente commesse nell'estate del 2015, due anni prima della scia di sangue tra il Ferrarese e la Spagna quando ha ucciso 5 persone: dalla Spagna il pluriomicida sarà in collegamento in videoconferenza per presenziare al dibattimento davanti ai giudici ferraresi.
FERRARA - Il processo a Igor Vaclavic/Norbert Feher per le rapine commesse nel Ferrarese l’estate del 2015, prima della scia di sangue di 5 omicidi di due anni dopo, si farà il 3 febbraio prossimo, quando lui stesso sarà collegato in videoconferenza con il tribunale di Ferrara. La decisione è stata presa oggi dai giudici dopo il rinvio del processo a carico di Igor/ Feher, processo rinviato per l’astensione degli avvocati.
Igor Vaclavic/Norbert Feher è detenuto in Spagna per tre omicidi e altri reati ed è stato condannato all’ergastolo per gli omicidi di Valerio Verri e Davide Fabbri, fatti avvenuti dopo l’estate 2015 quando con la sua banda (composta da Ivan Pajdek e Constantin Ruszo) seminò il terrore in tutto il Ferrarese.
Le rapine di cui è accusato risalgono al 26 luglio a Villanova di Denore ai danni di Alessandro Colombani; il 31 luglio a Mesola nella casa di Emma Santi, 90enne rimasta legata e imbavagliata nel letto per 48 ore, e il 5 agosto a Coronella nei confronti di Cristina e del padre Giulio Bertelli, sequestrati in casa per 5 ore e rapinati.
Unico a costituirsi parte civile, una delle vittime, Alessandro Colombani, che venne aggredito di notte, fuori casa, bastonato, legato e imbavagliato per 70 euro e il bancomat, rubati che anche ieri, amareggiato, spiegava il suo disappunto per l’ennesimo rinvio: «Quanto tempo dovrò attendere ancora per avere giustizia?».
Igor/Norbert non è mai stato interrogato sulle tre rapine che gli vengono contestate solo perchè accusato dagli altri due complici: al processo per gli omicidi Verri e Fabbri, a Bologna, riferì - per la prima volta ai giudici, in merito a questi fatti - di non aver partecipato alle rapine di cui è accusato dagli altri due presunti complici e sostiene di poterlo provare. Da qui la necessità della sua presenza, in videoconferenza, dalla Spagna all’aula del tribunale di Ferrara.
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