Il Pd di Bondeno: no ai profughi ospitati a Ravalle
«Trentacinque migranti a Ravalle, una frazione di 300 abitanti che non è adeguata allo scopo, sono un numero enorme: Ravalle è una comunità troppo piccola per sopportare un peso che le verrebbe buttato addosso in modo così improvviso».
Tommaso Corradi, segretario comunale del Pd di Bondeno, in un comunicato si appella ai sindaci di Ferrara e di Bondeno per evitare lo spostamento di un numero così alto di richiedenti asilo in una frazione come Ravalle.
«Spero - continua Corradi - che le assemblee pubbliche e gli incontri convincano il sindaco e l’amministrazione Comunale di Ferrara a trovare soluzioni diverse. Siamo preoccupati anche noi, perché questa decisione inciderà sicuramente anche sul nostro territorio comunale: vogliamo chiedere al Sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, di intervenire presso il Sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, perché il nostro paese non debba subire contraccolpi per questa decisione, che non è preparato ad affrontare: dire Ravalle è praticamente come dire Salvatonica. Di fronte a queste emergenze, è meglio inserire gruppi molto piccoli in grandi comunità, piuttosto che isolare grandi gruppi di migranti in piccole comunità che non hanno le strutture, la forza e la preparazione di affrontare lo stress di una decisione imposta dall’alto. E che, proprio per questo, si sentono insicure. In fondo, era stato proprio Bergamini, qualche anno fa, a minacciare di denunciare chi avesse ospitato a casa propria dei migranti senza segnalarlo».
La questione dell’arrivo dei migranti a Ravalle sta facendo discutere ovviamente i residenti che questa sera si troveranno nei locali della scuola elementare per discutere sul problema.
Tra l’altro ai richiedenti asilo era stata assegnata la collocazione in una grande casa in via Bolzana, ma la proprietaria, Eleonora Giacomelli, ha già fatto sapere di non aver nessuna intenzione di affittare la sua struttura per questa finalità di ospitare i profughi.
Anche il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha espresso la propria contrarietà nel trasferire a Ravalle, una paese di appena 300 abitanti, 35 profughi che considera troppi. Non sono previste barricate, ma al momento la situazione è in stallo in attesa di ulteriori sviluppi e scelte da parte della prefettura che gestisce l’emergenza. —
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