La neosegretaria Pd «Tessere in calo Più vita ai circoli»
ARGENTA. Cresciuta e coccolata nella sinistra argentana, oggi Nadia Cai, 45 anni di Campotto, è il nuovo segretario del Pd di Argenta.
La sua candidatura è stata condivisa fra i circoli di Anita, Filo, S.Biagio, Bando, Argenta-Campotto, Consandolo, Boccaleone e alto argentano e alla recenti consultazioni su 480 iscritti, il 36% è andato a votare concedendo a Nadia Cai il 98,3% dei consensi. Un percorso politico-amministrativo quello del neo segretario, iniziato con 5 anni da consigliere comunale, poi altri 5 da presidente del consiglio avendo ottenuto il maggior numero di preferenze alle ultime amministrative. Martedì era già al lavoro nella sede del Pd in via Vinarola, perché all’orizzonte ci sono le regionali.
Un’occasione per capire gli obiettivi che si è data e le nuove strategie visti anche i cambiamenti e separazioni a livello nazionale.
«Chi me lo ha fatto fare? Sono cresciuta nel partito, poi la presidenza del consiglio comunale e il lavoro nella direzione mi hanno dato visibilità e il consenso, alla fine, c’è stato». Subentra al dimissionario Leonardo Fiorentini, eletto presidente del consiglio comunale, («che ringrazio per il lavoro fatto») e proseguirà sulla stessa strada – spiega – con l’apertura al mondo dell’impresa, dell’associazionismo e volontariato». Altro obiettivo, far ripartire i circoli «una richiesta forte visto che il tesseramento sta calando. Faremo un lavoro capillare sul territorio e inizierò da Codifiume per chiudere ad Anita e capire le esigenze».
Sull’alleanza di governo con il M5S ammette: «non pensavamo di esserci. Ad Argenta governiamo noi, e c’è bisogno di dare una visione per il futuro: si è chiuso in ciclo se ne riapre un altro, ecco la nuova sfida». Fra gli altri obiettivi, c’è l’ascolto «facendo di più, aprendo il partito come una comunità. Infine – conclude – i giovani perché abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente». Di passaggi a Viva Italia «ad Argenta nessuno – s’affretta a chiarire - tranne uno a Boccaleone (l’ex consigliere comunale Gianpietro Ruvinetti ndr) ma che non aveva più la tessera del Pd». —
Giorgio Carnaroli
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