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jolanda 

Le stoppie di riso in fiamme Il fumo invade strade e case

Annarita Bova
Le stoppie di riso in fiamme Il fumo invade strade e case

I residenti costretti a barricarsi. Panni asciugati in casa e bambini solo dentro Il problema è il tempo “matto” con temperature troppo alte e l’afa del mattino

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Finestre e porte chiuse, panni asciugati rigorosamente in casa e impossibilità di uscire in giardino a godersi queste belle giornate di sole. Come ogni anno, dopo la raccolta del riso gli agricoltori danno fuoco alle stoppie invadendo i paesi di fumo. Possono? Sì, l’abbruciamento non è più un reato e le limitazioni devono arrivare eventualmente dai Comuni. Certo, ci vorrebbe del buonsenso e forse la normativa andrebbe rivista considerato che in questi giorni il termometro ha toccato anche i 24 gradi quando alla fine di ottobre le temperature difficilmente superavano i nove.

«Non possiamo vivere barricati in casa, a maggior ragione con questo caldo – lamentano i residenti in zona –. Non possiamo stendere i panni e dobbiamo utilizzare l’asciugatrice anche quando non ci sarebbe bisogno. Ma soprattutto continuiamo a respirare fumo...non sarà tossico ma bene certamente non fa, soprattutto ai bambini molto piccoli che non possono essere portati nemmeno fuori a passeggiare.

cosa è cambiato

Perché quest’anno l’insofferenza è aumentata? Il problema sta appunto nelle alte temperature e nella cappa che soprattutto la mattino e alla sera comprime verso il basso il fumo che dovrebbe invece andare in alto. Le stoppie continuano a bruciare giorno e notte e l’aria soprattutto in alcune zone è effettivamente irrespirabile.

Le sanzioni scattano solo se il fumo invade le strade o il fuoco arriva proprio vicino alle abitazioni, per il resto al momento i residenti hanno le mani legati e si appellano alle amministrazioni chiedendo di rivedere almeno gli orari e cercare delle soluzioni che diano tregua.

le soluzioni

In realtà la pratica dell’abbruciamento è in ogni caso vietata al manifestarsi di particolari condizioni meteorologiche che comportino un rischio tangibile di sforamento dei livelli di qualità dell’aria, determinato dall’Arpae. Secondo i residenti nelle zone delle risaie quella di quest’anno potrebbe essere una condizione molto particolare (o almeno lo sperano) e una delle soluzioni potrebbe essere quella di procedere con l’interramento delle stoppie visto che rinviare in attesa del freddo rallenterebbe troppo il processo produttivo.

Ai sindaci dei Comuni nel cui territorio avviene l’abbruciamento delle stoppie è demandato, in sede di potestà di ordinanza, di prescrivere condizioni più restrittive rispetto a quelle in vigore, fino ad arrivare al limite dell’integrale divieto, valutando le condizioni ambientali della zona. —



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