Cinque milioni per l’Idrovia Progetti ancora fermi da anni
Dal Buono (Assonautica): Ferrara rischia l’isolamento fluviale se non si interviene «Positivi riscontri con le nuove amministrazioni, nel 2020 si lavora per la svolta»
Eppur si muove. Lentamente cominciano a scorgersi segnali positivi per creare le reali potenzialità per l’Idrovia Ferrarese. Un progetto di sviluppo e di potenziamento di cui si parla dal secolo scorso ma che ancora non ha avuto la prospettiva auspicata agli albori. In tanti anni ancora molto progetti sono solo sulla carta, in un immobilismo che parlando in termini nautici, equivale alla calma piatta.
Finanziamento
Eppure dicevamo, c’è un primo importante passo in avanti su questo fronte. L’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Donini, proprio in chiusura di mandato, ha fatto inserire tra le pieghe dell’avanzo di bilancio un finanziamento destinato in modo esclusivo a sostenere progetti dell’Idrovia Ferrarese. Soldi disponibili dalla prossima primavere che possono essere impiegati per favorire la navigazione interna nei fiumi e canali del territorio ferrarese. Da anni infatti molti infrastrutture non sono state costruite lungo e per i corsi d’acqua per una mancanza di una progettualità.
L’assonautica
Chi da anni si sta battendo per favorire un programma di intervento finalizzato al recupero e al potenziamento dell’Idrovia Ferrarese è la locale sezione di Assonautica, con il suo presidente Paolo Dal Buono che fa il punto della situazione non nascondendo preoccupazione per questi ritardi nel realizzare progetti fluviali.
«In questi ultimi mesi noto una svolta positiva sul tema dell’idrovia - dichiara Dal Buono - ho visto sensibilità da parte della presidente della Provincia, Barbara Paron e anche dalla nuova amministrazione Fabbri. Valuto positivo il progetto della Provincia inerente la Metropoli di paesaggio. Bisogna andare in questa direzione. Mi pare sia importante recepire l’importanza del discorso dell’Idrovia per tre motivi. Il primo per una questione di serietà istituzionale per la capacità di recuperare finanziamenti per nuove infrastrutture. C’è poi un discorso dettato dalle necessità del territorio provinciale che può portare ad uno sviluppo del commercio e del turismo con un’adeguata programmazione. Infine c’è anche una questione di rischio idraulico e idrogeologico. Lo scorso luglio c’è stata la rottura dell’argine vicicno ad Ostellato, per evitare altri spiacevoli e episodi è bene intervenire e rinforzare le strutture e per fortuna il Consorzio di Bonifica ha agito tempestivamente».
UN 2020 di svolta
Il prossimo 2020 potrebbe esse un anno di svolta per Dal Buono, con alcuni avvenimentoipositivi per collegare i percorsi fluviali ferraresi.
«Si apre la conca di Tieni per raggiungere Volano - osserva il presidente di Assonautica Ferrara, dovrebbe arrivare dopo lo sblocco giudizio della conca di Valle Lepri sul canale navigabile e anche un possibile via libera per il ripristino della navigazione, il tutto finanziato a collegare Ferrara sia con il mare Adriatico che con il Po, attraverso la navigazione. Se non si interviene la nostra città rischia di continuare a subire un isolamento fluviale che persiste da tanti anni. Ci sono tantissime imprese nautiche del Veneto che verrebbero volentieri a Ferrara ma qui non trovano il giusto habitat. Con interventi mirati si potrebbe dragare il Boicelli e la parte cittadina del Po di Volano. Bisogna agire in fretta poi per non perdere i vari finanziamenti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
